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- Roma - Mercoledì 16 Settembre 2026
Energia, Folgori (Feoli): «Non bastano interventi tampone, subito un tavolo per misure strutturali»
Il presidente della Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata chiede un intervento organico contro il caro energia: adeguamento automatico dei costi di trasporto al prezzo del gasolio, maggiore flessibilità europea e una strategia di lungo periodo sulle infrastrutture energetiche.
di Ettore Midas
Il caro energia torna a mettere sotto pressione imprese, trasporti e famiglie e, per il mondo della logistica, continuare a intervenire soltanto con provvedimenti temporanei rischia di non essere più sufficiente. A chiedere un cambio di passo è Enrico Folgori, presidente di Feoli, Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata, che sollecita l'apertura immediata di un tavolo per individuare misure strutturali.
L'aumento delle quotazioni del petrolio e del gas, sottolinea Folgori, rischia infatti di trasferirsi rapidamente sui costi dell'intera catena logistica, con conseguenze che dalle aziende di autotrasporto possono arrivare fino ai consumatori.
«Le crisi internazionali che hanno prodotto questi aumenti non accennano a rientrare e difficilmente lo faranno in tempi brevi. Servono interventi strutturali che evitino il collasso dell'economia nazionale ed europea», afferma il presidente di Feoli.
Secondo la Federazione, gli interventi sulle accise possono rappresentare una risposta nell'immediato, ma non sono sufficienti a risolvere un problema che ormai riguarda direttamente la sostenibilità economica di molte imprese.
Da qui una prima proposta che guarda al modello spagnolo: introdurre nei contratti di trasporto un meccanismo di adeguamento dei corrispettivi collegato alle variazioni del prezzo del gasolio. Un sistema che dovrebbe funzionare in entrambe le direzioni, facendo salire o diminuire il costo del trasporto in relazione all'andamento del carburante.
Per Folgori una misura di questo tipo consentirebbe alle aziende di non assorbire interamente gli aumenti improvvisi del diesel, tutelando la continuità delle attività e migliaia di posti di lavoro.
Ma il problema, secondo Feoli, non può essere affrontato soltanto sul piano nazionale. La seconda proposta riguarda infatti l'Europa, con la richiesta di un piano comune sui costi dell'energia che utilizzi risorse comunitarie e margini di flessibilità per sostenere imprese e famiglie.
L'obiettivo è evitare che la crescita dei costi energetici si trasformi in un ulteriore elemento di fragilità per i bilanci familiari e per il sistema produttivo, soprattutto con l'aumento dei consumi legati al riscaldamento.
Accanto all'emergenza, Folgori invita però a guardare oltre. Feoli propone una strategia energetica di lungo periodo che comprenda investimenti nelle rinnovabili, nella mobilità alternativa e nelle infrastrutture, insieme a un'accelerazione sul nucleare di ultima generazione. Tra le ipotesi avanzate anche una legge obiettivo e la nomina di un commissario straordinario con il compito di accompagnare la realizzazione, nell'arco di 10-15 anni, delle infrastrutture considerate necessarie per rafforzare l'autonomia energetica del Paese.
La questione, dunque, va oltre il prezzo alla pompa. Per il settore della logistica significa programmare investimenti, garantire la continuità delle aziende e impedire che l'instabilità internazionale si trasformi in una crisi permanente dei costi.
«Trasformiamo tutti insieme la crisi internazionale ed energetica in una grande opportunità di crescita e cambiamento del Paese e dell'Europa», conclude Folgori.
Un appello che punta soprattutto sulla programmazione: intervenire sull'emergenza di oggi, ma contemporaneamente costruire un sistema energetico e logistico meno vulnerabile alle prossime crisi.
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