Figc, Gravina: "Inasprire sanzioni contro violenza e razzismo"
"Chi viene individuato dagli organi di polizia per atti di violenza non può cavarsela con un fermo di un'ora o di un giorno e poi con un daspo".
(Prima Notizia 24)
Martedì 14 Febbraio 2023
Roma - 14 feb 2023 (Prima Notizia 24)
"Chi viene individuato dagli organi di polizia per atti di violenza non può cavarsela con un fermo di un'ora o di un giorno e poi con un daspo".
"C'è un clima particolarmente delicato che non può essere sottovalutato. I dati preoccupano ed evidenziano la necessità da parte delle istituzioni, noi per primi, di continuare a costruire mattone su mattone una sorta di schermo contro le aggressioni".

E' quanto ha detto il Presidente della Figc, Gabriele Gravina, alla presentazione del report dell'Aic "Calciatori sotto tiro", riguardante le violenze e gli episodi di razzismo negli stadi.

In merito agli ultimi episodi di razzismo e scontri fuori degli stadi, ha aggiunto Gravina, generalmente "servono sanzioni più pesanti, non solo da parte nostra ma anche da parte dei giudici. Chi viene individuato dagli organi di polizia per atti di violenza non può cavarsela con un fermo di un'ora o di un giorno e poi con un daspo.

Per noi il daspo non è più sufficiente, servono sanzioni più forti e che puniscano veramente i delinquenti. Le norme che abbiamo adottato sono di per se particolarmente efficaci sotto il profilo del contrasto alla lotta al razzismo e alla discriminazione territoriale.

Quello che serve ora è una maggiore collaborazione tra protagonisti del mondo del calcio e dello sport attraverso un maggiore e migliore ricorso alla tecnologia. Servono sicuramente sanzioni più pesanti. Al di là dei casi di violenza fisica c'è pure una sorta di tribunale pubblico sui social che desta grandissima preoccupazione. Tutto questo richiede un intervento drastico da parte nostra, un'azione di sistema per contrastare forme di violenza legate a leoni da tastiera".

"Bisogna dire basta ad aggressioni agli arbitri soprattutto giovani", ha continuato. "Ieri c'è stato un caso di un ragazzo in seconda categoria, per un rigore concesso non si può interrompere la partita per cori razzisti. Io oggi sono Cissè, tutto il calcio è con Cissè e deve combattere questa forma di cultura becera che deve essere espulsa dal nostro sistema. Le norme ci sono, quello che serve è una maggiore collaborazione dei protagonisti nel mondo del calcio e dello sport con sanzioni più forti", ha continuato, riferendosi agli insulti razzisti ai danni dell'arbitro Mamady Cissè, che ha fatto concludere in anticipo il match Bessica-Fossalunga, valevole per il Girone S di Seconda Categoria, abbandonando il campo.

Dopo l'1-1 degli ospiti su un calcio di rigore, l'arbitro ha ricevuto offese di matrice razzista, e senza dare un avviso ai capitani, ha fischiato in anticipo la conclusione della partita, per poi dirigersi verso gli spogliatoi. In merito agli esiti della partita e alle sanzioni, è attesa la decisione del Giudice Sportivo di Treviso.

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