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  • Roma - Domenica 6 Settembre 2026

Pensioni, Forza Italia rilancia l’aumento degli assegni: Ronzulli, «Serve una vita dignitosa»

La vicepresidente del Senato chiede un intervento nella prossima legge di stabilità per oltre un milione di pensionati e richiama la “maggiorazione sociale” introdotta dal governo Berlusconi nel 2002. Il nodo resta il potere d’acquisto degli assegni più bassi, sempre più esposti all’aumento del costo della vita.

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di Ettore Midas

Le pensioni tornano al centro del confronto politico in vista della prossima manovra economica. Forza Italia rilancia la battaglia per l’aumento degli assegni più bassi e chiede al governo un intervento capace di raggiungere oltre un milione di pensionati.

A intervenire è la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, che raccoglie la proposta avanzata dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e richiama una delle misure simbolo dei governi guidati da Silvio Berlusconi: la maggiorazione sociale che, nel 2002, portò i trattamenti più bassi fino alla soglia allora indicata come “un milione di lire”.

Per Ronzulli occorre oggi recuperare quello spirito adattandolo a una situazione economica profondamente cambiata. Inflazione e aumento del costo della vita, sostiene la senatrice azzurra, rendono necessario intervenire sugli assegni di chi dispone di minori risorse.

«Prevedere in legge di stabilità un intervento su oltre un milione di pensionati con un incremento dell’assegno mensile – afferma Ronzulli – è la strada giusta».

Una proposta che apre inevitabilmente anche il capitolo delle risorse. Perché aumentare stabilmente le pensioni minime significa trovare coperture altrettanto strutturali e trasformare una richiesta politica in una misura sostenibile nel tempo.

Il tema, tuttavia, va oltre i confini della maggioranza.

Per molti anziani il problema non è più soltanto l’importo nominale della pensione, ma ciò che con quella pensione è effettivamente possibile acquistare. Spesa alimentare, utenze domestiche, affitti, spese condominiali e necessità quotidiane pesano soprattutto sui redditi più bassi. E quando il margine disponibile è già ridotto, anche poche decine di euro possono assumere un valore molto diverso rispetto a quello raccontato dalle statistiche.

È proprio su questo terreno che Forza Italia sembra intenzionata a caratterizzare la propria iniziativa nella prossima manovra.

«Le condizioni attuali, con l’inflazione e il costo della vita in aumento, rendono necessario questo intervento per assicurare una vita più dignitosa a chi non ha mezzi sufficienti. È nel dna di Forza Italia», sottolinea Ronzulli.

Il richiamo a Berlusconi non è casuale. Per gli azzurri l’aumento delle pensioni più basse rappresenta infatti uno degli elementi identitari sui quali rivendicare continuità con la storia del partito e, allo stesso tempo, marcare una propria priorità all’interno della coalizione di governo.

Adesso, però, la questione dovrà passare dalle dichiarazioni ai numeri.

La prossima legge di stabilità sarà il banco di prova per capire quale spazio finanziario potrà essere riservato alle pensioni e soprattutto quale incremento potrà essere realmente riconosciuto ai beneficiari.

Perché dietro la discussione sulle cifre rimane una questione molto semplice: una pensione non può essere soltanto una prestazione previdenziale. Per chi ha lavorato una vita deve rappresentare, prima di tutto, la possibilità di continuare a vivere con dignità.

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