
- Prima Notizia 24
- Venezia - Domenica 6 Settembre 2026
Venezia, Moretti torna in concorso dopo 37 anni: l’amore non basta a cancellare il déjà-vu
“Succederà questa notte”, con Jasmine Trinca e Louis Garrel, riporta il regista alla Mostra dopo “Palombella rossa”. Una storia di sentimenti, incontri e legami che prova a cambiare registro, ma resta inevitabilmente prigioniera dell’universo morettiano.
di Andrea Valenti
Trentasei, quasi trentasette anni dopo Palombella rossa, Nanni Moretti torna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. E già questo basterebbe a trasformare Succederà questa notte in uno degli appuntamenti più osservati di questa edizione. Ma l’attesa, soprattutto quando riguarda uno degli autori più riconoscibili del cinema italiano, può diventare anche un peso.
Moretti arriva al Lido con una storia d’amore tratta da Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, sceneggiata insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella. Al centro ci sono Greta e Matteo, interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel: due persone che si incontrano quasi per caso e finiscono per rincorrersi attraverso il tempo, tra avvicinamenti, distanze, famiglie, occasioni perdute e nuovi incontri.
Il regista la definisce una storia d’amore «piuttosto potente». Ed è probabilmente proprio su questo terreno che si misura la scommessa del film: affidarsi meno alla dimensione apertamente politica e autobiografica e cercare nel sentimento, nei rapporti familiari e nelle fragilità individuali una nuova strada narrativa.
Ma Succederà questa notte porta inevitabilmente con sé anche una domanda: quanto è davvero nuovo il Moretti che torna a Venezia?
Il regista stesso sembra esserne consapevole. Per anni ha scherzato sull'idea di voler realizzare sempre lo stesso film, possibilmente ogni volta migliore. Oggi dice di non volerlo più fare. Il problema è che liberarsi del proprio cinema è molto più complicato che dichiararlo.
Anche quando cambia storia, personaggi e prospettiva, infatti, l’universo morettiano continua a essere immediatamente riconoscibile. Le relazioni sentimentali, le incomprensioni, il trascorrere del tempo, le famiglie imperfette, una certa borghesia colta alle prese con le proprie inquietudini: sono territori nei quali il regista romano si muove da decenni e che qui tornano, seppure con tonalità differenti.
Non necessariamente un limite, ma certamente un rischio. Perché ciò che un tempo appariva originale e perfino spiazzante oggi può trasmettere, in alcuni passaggi, una sensazione di familiarità eccessiva. Quasi un déjà-vu cinematografico.
A sostenere il film c'è soprattutto una coppia di interpreti di grande esperienza. Jasmine Trinca torna a lavorare con Moretti venticinque anni dopo La stanza del figlio, il film che segnò il suo ingresso nel grande cinema, e dopo Il caimano. Al suo fianco Louis Garrel, presenza capace di dare al racconto quella leggerezza malinconica che ben si accorda con una vicenda costruita sul tempo e sulle occasioni della vita.
Nel cast figurano anche Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Malin Akerman ed Elena Lietti.
Il rapporto tra Moretti e Trinca rappresenta inoltre uno dei fili più interessanti intorno al film. L'attrice non ha nascosto il debito artistico verso il regista che per primo credette in lei, ma ha ricordato anche la necessità, quasi filiale, di prendere successivamente le distanze e costruire un proprio percorso.
Ed è forse proprio la distanza il tema che accompagna anche il ritorno di Moretti alla Mostra. Non c'è stata, ha spiegato il regista, alcuna rottura con Venezia: semplicemente, negli ultimi trent'anni i tempi di lavorazione dei suoi film non coincidevano con quelli del festival.
Il ritorno dopo quasi quattro decenni ha inevitabilmente il sapore dell'evento. Ma un festival non dovrebbe trasformarsi in una celebrazione preventiva dei suoi autori più importanti. E neppure Moretti, proprio per la storia e il peso che possiede nel cinema italiano, ha bisogno di indulgenza.
Succederà questa notte va quindi giudicato per quello che è, non per la firma che porta. È un film che cerca nel sentimento e nel passare degli anni una dimensione più universale, con interpreti solidi e un autore che prova almeno in parte a spostare il proprio sguardo. Resta però la sensazione di un cinema molto consapevole di sé, forse persino troppo, che fatica a liberarsi completamente dai propri codici.
Moretti torna a Venezia. È certamente una notizia. Che sia anche il ritorno di un Moretti davvero nuovo, invece, è una conclusione che merita qualche cautela.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















