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  • Roma - Domenica 6 Settembre 2026

Femminicidi, dagli Stati Generali appello bipartisan: «Ora unire le forze per salvare vite»

Franco Isceri chiede unità politica contro il femminicidio. Gli Stati Generali propongono strategie di prevenzione e un impegno comune per proteggere le vittime.

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di Giovanna Guidi

Di fronte a un femminicidio la politica dovrebbe riuscire a fare una cosa che troppo spesso appare impossibile: smettere di dividersi. È questo, in fondo, il senso dell'appello lanciato da Franco Isceri, padre di Lorena, che ha chiesto alle istituzioni di lavorare insieme e di fare tutto quanto è possibile perché altre famiglie non debbano vivere la stessa tragedia.

Un messaggio al quale ha risposto anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, richiamando l'esigenza di un impegno comune e ricordando i provvedimenti adottati sul fronte della violenza contro le donne, compresa l'introduzione nell'ordinamento italiano del femminicidio come reato autonomo.

L'ipotesi di un confronto bipartisan trova disponibilità tanto nella maggioranza quanto nell'opposizione. Da Forza Italia, con Antonio Tajani, alla Lega, fino alla segretaria del Pd Elly Schlein e agli altri esponenti delle opposizioni, emerge la necessità di affrontare un'emergenza che difficilmente può essere confinata all'interno delle tradizionali contrapposizioni politiche.

In questo scenario si inserisce l'iniziativa degli Stati Generali Nazionali contro il Femminicidio, gli Abusi e i Maltrattamenti, fondati da Catia Acquesta, coordinatrice, insieme a Paolo Crisafi e al vescovo Antonio Staglianò, con il supporto del legale Fabio Federico.

Nel corso del tavolo permanente riunito presso la Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo a Roma, è stata presentata quella che gli organizzatori definiscono una “ricetta Salva Vita”: dieci comandamenti e due pilastri sui quali costruire una strategia di prevenzione.

I due punti centrali sono la Cultura della Dignità e l'istituzione del Garante nazionale delle Vittime.

L'obiettivo dichiarato è spostare sempre più in avanti la linea della prevenzione. Perché intervenire quando la violenza è ormai esplosa non basta: occorre riuscire a riconoscere prima i segnali di pericolo, migliorare la protezione delle persone minacciate e rafforzare il coordinamento tra istituzioni, forze dell'ordine, magistratura, professionisti e associazioni.

Un messaggio della sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro ha aperto i saluti istituzionali.

«Considero importante la scelta di riunire all'interno degli Stati Generali istituzioni, magistratura, forze dell'ordine, mondo della ricerca, professionisti, associazioni e società civile», ha sottolineato Ferro, ricordando che il Ministero dell'Interno opera nella stessa direzione e che il Governo ha rafforzato gli strumenti destinati alla prevenzione e alla tutela delle vittime.

Il silenzio per le donne uccise

Uno dei momenti più intensi dell'incontro è arrivato quando Catia Acquesta ha pronunciato i nomi delle donne vittime di femminicidio durante l'estate.

A ricordarle, il suono del “Silenzio”, eseguito da Fabrizio Di Domenicantonio, prima tromba della Fanfara dei Carabinieri di Roma.

Non numeri, dunque, ma nomi e vite. Un passaggio simbolico che ha riportato il dibattito alla sua dimensione più dolorosamente concreta.

Agli Stati Generali sono intervenuti, tra gli altri, il questore di Roma Roberto Massucci e la senatrice Susanna Donatella Campione, componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio. Particolarmente significative le testimonianze di Filomena Di Gennaro e Antonietta Proietti, due donne sopravvissute alla violenza.

Acquesta: «Migliorare quello che già c'è»

Catia Acquesta ha espresso una valutazione positiva dell'azione intrapresa dall'Esecutivo, accompagnandola però alla richiesta di proseguire e rafforzare il lavoro comune.

«Il Governo a guida Giorgia Meloni, con i vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, sta facendo bene e bisogna migliorare ciò che già c'è, tutti insieme», ha dichiarato la coordinatrice.

Per Acquesta, l'appello di Franco Isceri rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio, ai partiti e ai cittadini può diventare la spinta per individuare nuove soluzioni concrete, comprese quelle elaborate dagli Stati Generali.

Ed è proprio il richiamo a lavorare “tutti insieme” a rappresentare forse il punto politicamente più significativo dell'iniziativa.

Le leggi sono indispensabili. Le pene e gli strumenti di protezione sono necessari. Ma la battaglia contro la violenza sulle donne passa anche dalla capacità di intervenire prima che una minaccia diventi aggressione e prima che un'aggressione possa trasformarsi nell'ennesimo nome pronunciato durante una commemorazione.

La giornata prosegue oggi, 6 settembre, alla Chiesa degli Artisti di Roma. Durante la Messa delle ore 12 sarà letta la Preghiera per le Vittime di Femminicidio, scritta dal vescovo Antonio Staglianò.

Un momento dedicato in particolare a Lorena, a suo padre Franco Isceri e ai suoi familiari, ma idealmente rivolto a tutte le vittime e alle loro famiglie.

Dopo il dolore resta infatti una domanda alla quale istituzioni e politica sono chiamate a rispondere: quante tragedie possono essere evitate riconoscendo in tempo i segnali che le precedono?

È su quella risposta, più che sulle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione, che si misurerà l'efficacia della prossima fase della lotta ai femminicidi.

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