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  • Roma - Lunedì 29 Giugno 2026

Fisco, oltre 1,2 milioni di controlli nel 2025: nel mirino conti correnti e partite Iva, nel 2026 verifiche sempre più digitali

L'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza puntano su controlli sempre più mirati grazie all'incrocio delle banche dati e all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Obiettivo: individuare le anomalie fiscali e favorire la compliance dei contribuenti.

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La lotta all'evasione fiscale continua ad accelerare. Nel corso del 2025 l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno effettuato oltre 1,2 milioni di controlli tra verifiche formali, accertamenti e analisi del rischio. Il dato conferma il cambio di strategia adottato dall'amministrazione finanziaria: meno controlli generalizzati e sempre più verifiche selettive, costruite attraverso l'incrocio delle banche dati e l'impiego di strumenti digitali avanzati. Una linea destinata a rafforzarsi ulteriormente anche nel 2026.

Conti correnti sotto osservazione

Uno dei principali strumenti utilizzati dal Fisco resta l'Anagrafe dei rapporti finanziari, che consente di monitorare i conti correnti e le principali movimentazioni bancarie. Le verifiche si concentrano soprattutto sulle situazioni in cui emergono incongruenze tra i redditi dichiarati e i flussi finanziari. Nel mirino finiscono versamenti e prelievi ritenuti non compatibili con il profilo fiscale del contribuente, così come eventuali movimentazioni anomale effettuate su conti intestati a familiari o soggetti collegati.

Partite Iva, verifiche su fatture e ricavi

Per le partite Iva l'attenzione rimane focalizzata sulla fatturazione elettronica e sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). I controlli riguardano in particolare le differenze tra fatturato dichiarato, margini economici e settore di attività, oltre ai casi di sottofatturazione, omessa dichiarazione dei ricavi o altre possibili anomalie fiscali. Particolare attenzione viene riservata ai contribuenti considerati a maggiore rischio di evasione, individuati attraverso algoritmi che mettono in relazione dati fiscali, previdenziali e bancari.

Più dialogo con i contribuenti

Accanto all'attività di controllo, l'amministrazione finanziaria continua a puntare anche sulla cosiddetta compliance fiscale. L'obiettivo è favorire l'adeguamento spontaneo dei contribuenti attraverso lettere di compliance e strumenti di confronto preventivo, cercando di risolvere le irregolarità prima dell'avvio di veri e propri accertamenti. Questa impostazione punta a rendere i controlli più efficaci e meno invasivi, concentrando le verifiche sui casi realmente considerati a rischio.

Nel 2026 arriva l'intelligenza artificiale

Le prospettive per il prossimo anno indicano un ulteriore rafforzamento dei controlli selettivi. L'intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più importante nell'analisi delle informazioni raccolte dall'amministrazione finanziaria, consentendo di individuare con maggiore precisione situazioni anomale. L'integrazione tra le diverse banche dati pubbliche, dal catasto ai flussi dei pagamenti digitali, permetterà verifiche ancora più rapide e dettagliate.

Sotto osservazione anche i pagamenti elettronici

Tra i settori destinati a ricevere maggiore attenzione figurano anche i pagamenti elettronici. L'obiettivo è monitorare in modo sempre più capillare le transazioni digitali per individuare fenomeni di evasione fiscale diffusa, anche di importo contenuto. Parallelamente continueranno i controlli sulle imprese di maggiori dimensioni, sulle operazioni internazionali e sui meccanismi di pianificazione fiscale ritenuti elusivi.

Un Fisco sempre più digitale

La trasformazione del sistema dei controlli è destinata a modificare anche il rapporto tra cittadini e amministrazione finanziaria. Il modello che si sta delineando prevede sempre meno verifiche casuali e sempre più controlli fondati sull'analisi preventiva dei dati disponibili, con interventi mirati nei confronti delle posizioni considerate più a rischio. Una strategia che punta a rendere il sistema fiscale più efficiente ed equo, ma che richiederà anche una maggiore attenzione da parte di professionisti, imprese e contribuenti nella gestione della propria posizione fiscale. Accanto al rafforzamento della lotta all'evasione, continua però il dibattito sulla necessità di alleggerire il peso del fisco su famiglie, lavoratori dipendenti e imprese, tema che resta al centro del confronto politico ed economico.

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