Via libera, da parte del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al piano per iniziare l'attacco su Rafah, città del Sud della Striscia di Gaza considerata come l'ultima roccaforte di Hamas.
E' quanto hanno fatto sapere i media israeliani, a conclusione del gabinetto di guerra, riunitosi alla Kirya di Tel Aviv. Le Idf (Forze di Difesa di Israele) sono pronte a far evacuare la popolazione e ad entrare in azione.
Ad oggi, l'operazione militare israeliana, iniziata il 7 ottobre come reazione all'attacco compiuto da Hamas, non ha interessato la città, dove al momento si trovano oltre 1,5 milioni di sfollati. Più volte, la Comunità Internazionale ha invitato Netanyahu a non colpire la città, che confina con l'Egitto.
Intanto, l'ufficio di Netanyahu ha annunciato che una delegazione di Israele andrà a Tel Aviv, per continuare le trattative riguardanti il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi, dopo che Hamas avrà consegnato la sua proposta ai mediatori (Usa, Egitto e Qatar). Le richieste degli islamisti, fa sapere l'ufficio del premier israeliano in una nota, sono “ancora irrealistiche”.
L'ultimo tentativo di mediazione è andato a vuoto prima dell'inizio del Ramadan, perché non era stato raggiunto un accordo definitivo.
Netanyahu, inoltre, è pressato dai familiari degli ostaggi e dall'opinione pubblica, che chiedono la liberazione di chi è ancora nelle mani dei fondamentalisti. Durante l'attacco del 7 ottobre scorso, Hamas ha rapito circa 240 persone, e dopo averne liberate circa un centinaio, ne sta trattenendo altri 130, alcuni dei quali forse sono morti.
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