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  • Roma - Lunedì 14 Settembre 2026

Governo, Braga (Pd): "Siamo pronti a costruire l'alternativa"

La capogruppo dem alla Camera attacca l'esecutivo su Ucraina ed energia: "Fossili scelta ideologica, servono rinnovabili e un vero ruolo dell'Europa".

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Il Partito Democratico rilancia la sfida all'esecutivo e si dice pronto a guidare il campo progressista verso le prossime scadenze elettorali. A delineare la strategia dell'opposizione è Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, intervenuta nel corso della trasmissione Agorà su Rai3.

"Dobbiamo accelerare sul programma e siamo pronti con la nostra segretaria alle primarie con le altre forze della coalizione progressista, perché in questi anni abbiamo già fatto un grande lavoro insieme. Non chiusi nelle stanze dei partiti ma per costruire insieme alle forze della società una proposta alternativa di governo per il Paese", ha dichiarato la parlamentare dem.

Spostando l'attenzione sullo scenario internazionale e sul conflitto in Ucraina, Braga ha sollecitato un cambio di passo della diplomazia continentale, criticando le divisioni interne alla maggioranza: "Abbiamo detto con chiarezza che accanto al sostegno all’Ucraina serve un protagonismo forte dell’Europa: occorre individuare un negoziatore capace di costruire un percorso diplomatico credibile.

Il problema è che il governo italiano, con due posizioni diverse al suo interno tra Salvini e Tajani, finisce per indebolire e bloccare qualsiasi iniziativa diplomatica vera dell’Europa".

Dura anche la presa di posizione sulle politiche energetiche del governo, in particolare riguardo all'incremento delle estrazioni petrolifere sul suolo nazionale. "Dopo l’estate più calda di sempre il governo ripropone la vecchia ricetta delle fonti fossili. Ma il petrolio italiano non è minimamente sufficiente a risolvere il problema energetico e la sua estrazione ha costi elevati, economici e ambientali. Lo dimostra la Basilicata, che da decenni sostiene uno sforzo enorme senza avere avuto le ricadute positive che le erano state promesse", ha incalzato la capogruppo Pd, concludendo: "Invece di accelerare la transizione energetica, il governo continua con una guerra ideologica alle rinnovabili. Il petrolio italiano non ci renderà energeticamente indipendenti, non abbasserà le bollette e non risolverà il caro carburanti. È l’ennesima arma di distrazione rispetto all’incapacità del governo di affrontare davvero il caro energia e il costo della vita".

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