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  • Roma - Mercoledì 28 Ottobre 2026, 17:40

Guerra in Ucraina: regge la tregua a Oleshky, domani scattano le evacuazioni

La commissaria russa Lantratova conferma l'assenza di violazioni dopo 30 ore. Si lavora allo sminamento dei corridoi umanitari. Trump: "Putin e Zelensky si incontreranno molto presto". L'inviato vaticano Zuppi: “Segnali incoraggianti per costruire l'architettura della pace”.

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Prosegue senza violazioni il cessate il fuoco concordato tra le parti nella cittadina di Oleshky, situata nella regione di Kherson. La tregua umanitaria, scattata nella notte tra lunedì e martedì, sta tenendo su tutto il perimetro operativo: “Nessun incidente è stato registrato nelle oltre 30 ore di cessate il fuoco”, ha confermato la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova.

L'intesa apre la strada alle operazioni di soccorso per circa duemila civili ancora presenti nell'area. Il governatore filorusso della porzione della regione sotto il controllo delle forze di Mosca, Vladimir Saldo, ha riferito che le vie d'accesso al centro urbano sono in fase di sminamento.

L'avvio del piano d'evacuazione è programmato per domani, 29 ottobre: i residenti avranno la possibilità di scegliere se essere trasferiti verso il territorio russo oppure raggiungere le zone controllate dalle autorità di Kiev.

Sul versante dei negoziati internazionali, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un'imminente svolta diplomatica, preannunciando un vertice diretto tra il leader del Cremlino Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Ci sarà un incontro molto presto e penso che potranno essere fatti molti progressi”, ha dichiarato il tycoon.

A valutare positivamente gli ultimi sviluppi è intervenuto anche il presidente della Conferenza Episcopale Italiana e inviato speciale del Papa per la missione umanitaria, cardinale Matteo Maria Zuppi. In un'intervista concessa al quotidiano La Stampa, l'alto prelato ha sottolineato l'importanza dei passi avanti compiuti: “La volontà di pace deve diventare intelligenza e visione di pace. Dobbiamo credere comunque che ci sia uno spiraglio: anche nel buio dobbiamo credere sempre che ci sia luce. Vedo segnali incoraggianti”, ha affermato Zuppi, richiamando l'attenzione sull'impegno della comunità internazionale e sul valore dei canali di dialogo promossi dal Vaticano.

“C’è più consapevolezza della collaborazione fra Russia e Ucraina per risolvere situazioni di terribile sofferenza. Segni evidenti come i colloqui di Leone XIV vanno fatti crescere: dimostrano infatti che la pace è possibile”.

Il cardinale ha infine ribadito la rilevanza strategica dell'intesa locale sul fronte di Kherson: “La tregua a Oleshky è frutto di tanti incontri e di una volontà che speriamo cresca fino a risolvere le contrapposizioni. Ora occorre lavorare per renderla una regola permanente nel più ampio sforzo di costruire l’architettura della pace. Ciò riguarda tutti noi e in particolare l’Europa”, auspicando che l'accordo possa fungere da “sprone per tutti — in particolare per le parti coinvolte nella guerra affinché scelgano la via della pace — e per la comunità internazionale a garantire la pace”.

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