
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 5 Ottobre 2026
Hank Willis Thomas in dialogo con Man Ray nella nuova mostra “Tomorrow I Shall Contradict Myself" a Roma
L’affinità tra i due artisti si manifesta nell’interesse condiviso per la sperimentazione fotografica e nelle possibilità che offre l’immagine.
di Paola Pucciatti
Le opere di Hank Willis Thomas in dialogo con quelle di Man Ray nella nuova mostra "Tomorrow I Shall Contradict Myself". L’esposizione è allestita negli spazi di Galleria Continua, a Roma, all’interno dello storico Hotel The St. Regis Rome, in Via Vittorio Emanuele Orlando 3, ed è visitabile fino al 31 dicembre 2026.
Il progetto unisce per la prima volta le opere del maestro del Novecento Man Ray e quelle dell'artista contemporaneo statunitense Hank Willis Thomas, esplorando il tema delle contraddizioni come filosofia artistica e di vita. Galleria Continua, per la prima volta, presenta il lavoro del noto artista americano contemporaneamente nelle sue due sedi di Roma e di San Gimignano. Tomorrow I Shall Contradict Myself, si sviluppa quindi attraverso un doppio percorso espositivo concepito in dialogo con l’opera di Man Ray.
L’affinità di Hank Willis Thomas con Man Ray si manifesta nell’interesse condiviso per la sperimentazione fotografica e, soprattutto, nelle possibilità che offre l’immagine. Per entrambi, la fotografia non è mai un semplice strumento di registrazione del reale, ma uno spazio di trasformazione che mette in discussione ciò che vediamo e il modo in cui siamo abituati a guardare.
Se Man Ray ha contribuito a liberare l’immagine fotografica dalla necessità di rappresentare fedelmente il mondo, aprendola alla sperimentazione, all’ambiguità e all’inatteso, Hank Willis Thomas ne raccoglie e rielabora alcune intuizioni attraverso una prospettiva profondamente contemporanea.
Nel suo lavoro, l’immagine diventa uno strumento attraverso il quale interrogare i meccanismi della percezione e della rappresentazione, così come le costruzioni culturali e sociali che determinano ciò che vediamo e ciò che spesso rimane invisibile.
“Ho incontrato per la prima volta l'opera di Man Ray durante il mio primo anno di studi di fotografia alla Tisch School of the Arts della NYU – racconta Hank Willis Thomas - dove avevamo l'opportunità di sperimentare in camera oscura con fotogrammi e solarizzazioni. Ripensandoci oggi, però, mi rendo conto che quella sperimentazione era iniziata ancora prima, nella camera oscura improvvisata nella cucina di mia madre, Deborah Willis, fotografa e artista anche lei”.
“C'è anche un filo conduttore insolito e personale che lega i due artisti - racconta Silvia Pichini, responsabile della Comunicazione di Galleria Continua – si tratta della data di nascita, a cui Hank tiene molto”. “Sono nato poco dopo la morte di Man Ray – spiega Hank Willis Thomas - Ciò che più mi ha affascinato del suo lavoro è stato il modo in cui superava i confini dell'inquadratura fotografica, interrogandosi su dove un'immagine abbia realmente inizio e dove finisca. Quell'interrogativo è diventato il seme del mio primo progetto, “A Thousand Words”, incentrato proprio sui concetti di inquadratura e contesto. Da allora, ho mantenuto una pratica artistica aperta e multiforme, spaziando tra fotografia, scultura, pittura e qualsiasi altro mezzo capace di alimentare il mio spirito ludico e la mia curiosità, proprio come lui che si muoveva liberamente tra diversi linguaggi espressivi”.
Ray piegava la luce stessa per rivelare ciò che la macchina fotografica da sola non poteva cogliere, solarizzando un'immagine fino a invertire ombre e luci, o adagiando oggetti sulla carta fotografica per catturarne l'impronta in un rayogramma, mentre Hank Willis Thomas ha portato avanti quella stessa ossessione per la luce esplorando nuovi territori materici.
Straordinarie e sorprendenti le immagini delle tre opere retroriflettenti in mostra al The St. Regis Rome che restano silenti e immobili finché non vengono colpite da un flash o da un fascio di luce. A quel punto, con grande sorpresa, emerge una seconda immagine nascosta. Un’opera nell’opera si potrebbe definire.
Man Ray in camera oscura si chiedeva cosa sceglie di rivelare la luce e cosa cela finché non osserviamo con sufficiente attenzione. Spesso la luce può sorprendere per ciò che cela, mostra e rivela.
“Esporre accanto a lui, oggi, a Galleria Continua, è come chiudere un cerchio iniziato decenni fa nella cucina di mia madre – afferma Hank Willis Thomas . “Tomorrow I Shall Contradict Myself” costruisce un dialogo tra opere appartenenti a epoche e contesti differenti, facendo emergere risonanze, continuità e distanze. Il confronto con Man Ray permette di comprendere Thomas da una prospettiva inedita, inserendola in una più ampia riflessione sulla storia e sul potere delle immagini.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24











