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  • Roma - Lunedì 5 Ottobre 2026

MaMo dedica l’opera “Piece & Love” a San Francesco, proiettando il Santo nel presente

“L’artista pop non raffigura un San Francesco da venerare, ma un San Francesco che si trasforma in un’icona pop, comunicativa e universale” per Adelmo Iaccarini, storico e critico d’arte contemporanea.

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di Paola Pucciatti

Grandi festeggiamenti, ovunque ieri, per l’importante ricorrenza della festa di San Francesco, patrono d'Italia.

Si celebra il 4 ottobre, anche se il Santo sarebbe morto la sera del 3 ottobre 1226, intorno alle ore 19.00, perché nel sistema di calcolo del tempo in uso nel Medioevo, dopo circa mezz'ora dal tramonto iniziava già il giorno liturgico e legale successivo, ovvero il 4 ottobre che coincide con il suo dies natalis, il giorno della nascita alla vita eterna.

Anche l'artista Massimiliano Donnari, noto come MaMo, festeggia San Francesco dedicandogli un’opera, dal suo inconfondibile stile pop, intitolata “Peace & Love – San Francesco” proiettandolo nel presente, compiendo un’operazione di attualizzazione dell’icona francescana.

Si tratta di un’opera dal significato profondo, in stile pop e ironico, come tutte le sue creazioni, che arriva in modo immediato a chi la osserva.

La figura del Santo emerge dal fondo verde dell’opera, colore che per eccellenza evoca quello che contraddistingue la regione di origine di MaMo, l’Umbria. Il passaporto che San Francesco tiene tra le mani sembra quasi prendere il posto del Vangelo per simboleggiare un messaggio capace di superare ogni confine, mentre il numero 800 che appare sull’aureola si riferisce all'anniversario, insieme alla scritta provocatoria “I Love Assisi”.

Il cuore di I Love Assisi completa questo gioco semantico, trasformando la cittadina umbra da luogo geografico in luogo universale dell’amore e della pace. Le due colombe, oltre al tema della pace, aprono alla contemporaneità ricordando l’uccellino di Twitter, icona per eccellenza della comunicazione digitale, come ad indicare che Francesco sarebbe stato un comunicatore straordinario.

“Un’associazione tutt’altro che casuale perché Francesco, l’uomo che parlava agli uccelli, diventa così un uomo “social” ante litteram – afferma Adelmo Iaccarini, storico e critico d’arte contemporanea - capace di comunicare oltre i confini, le lingue e le appartenenze. Dalla voce della natura alla rete globale, il suo messaggio continua a viaggiare”.

Lo stesso storico dell’arte riguardo i dei dettagli dell’opera dichiara: “Il numero 800 stilizzato nell’aureola trasforma l’anniversario in un segno grafico contemporaneo, mentre il passaporto per la Pace rappresenta il vero detonatore concettuale dell’opera: non un documento che autorizza a passare, ma un lasciapassare universale destinato ad attraversare frontiere, culture e popoli della Terra. Francesco diventa così un viaggiatore senza confini, portatore di un’identità che non separa, ma connette.

L’artista pop non raffigura un San Francesco da venerare, ma un San Francesco che si trasforma in un’icona pop, comunicativa e universale, nella quale il passato dialoga con il linguaggio dei social, la natura con la rete e la spiritualità con la responsabilità dell’uomo contemporaneo”.

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