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  • Prima Notizia 24
  • Milano - Giovedì 29 Ottobre 2026, 20:15

I soci di Mps bocciano il piano alternativo: no alle offerte su Banca Generali, Banco Bpm e alla fusione con Mediobanca

Respinto con oltre il 90% dei voti il progetto dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l'operazione Intesa Sanpaolo. Il manager: “Nessuna sfiducia, grazie al nostro lavoro gli azionisti incassano 800 milioni in più”.

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L'assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena ha respinto a larga maggioranza il piano strategico alternativo predisposto dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio. L'assise ha bocciato la proposta di offerta pubblica di scambio su Banca Generali con il 90,9% di voti contrari (favorevole il 6,66%, astenuto il 2,41%), dopo aver già arrestato l'operazione analoga rivolta a Banco Bpm. In

recedenza, i soci avevano fermato anche il progetto di fusione tra l'istituto senese e Mediobanca: la delibera, per la cui approvazione era richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi, ha raccolto il voto contrario del 63,65% del capitale presente, contro il 32,91% di voti favorevoli e il 3,42% di astenuti.

La bocciatura ha fatto decadere la discussione sui punti dell'ordine del giorno inerenti alle scissioni societarie collegate alla fusione, mentre il confronto sulla riduzione del capitale sociale è stato differito.

L'esito delle votazioni segna lo stop definitivo alla strategia difensiva elaborata dai vertici di Rocca Salimbeni nei confronti dell'offerta promossa da Intesa Sanpaolo.

In conferenza stampa, l'amministratore delegato Lovaglio ha respinto l'ipotesi di un segnale di sfiducia nei suoi confronti: “Siccome hai fatto alzare il prezzo e gli azionisti incassano 800 milioni in più, pensi che gli azionisti ti vogliano sfiduciare? Se non avessimo creato questa iniziativa, credo che difficilmente Intesa avrebbe aumentato il prezzo. Credo che sicuramente una buona parte degli azionisti abbia apprezzato il nostro impegno”.

Il banchiere ha espresso soddisfazione per il rilancio ottenuto sull'offerta principale: “Se non avessimo fatto questa iniziativa, non ci sarebbe stato l'ultimatum di Intesa e non ci sarebbero stati 25 centesimi in più. Era tutto previsto, è andato esattamente come avevamo previsto. Prima dell'ultimatum avevamo percepito un orientamento favorevole a farci giocare la partita per massimizzare il valore per gli azionisti”.

Sulle prospettive di ulteriori opzioni o rilanci da parte di altri istituti, Lovaglio ha chiarito che spetterà al mercato valutare eventuali contromosse, confermando che i prossimi passaggi formali riguarderanno la pubblicazione del documento informativo e la successiva convocazione del consiglio di amministrazione per la redazione del comunicato ufficiale dell'emittente.

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