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  • Roma - Giovedì 11 Giugno 2026

Innovazione tecnologica coreana contro la solitudine: debuttano le bambole con IA per assistere gli anziani

In Corea del Sud, l'IA avanza nei servizi socio-assistenziali con Hyodol, una bambola parlante che supporta gli anziani isolati, migliorando il loro benessere.

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La frontiera dei servizi socio-assistenziali della Corea del Sud sperimenta nuove forme di interazione domestica mediate dai sistemi informatici avanzati. All'interno di uno dei contesti industriali e tecnologici più sviluppati e digitalizzati del pianeta, l'intelligenza artificiale ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella quotidianità della popolazione più fragile attraverso l'adozione di speciali bambole parlanti.

Il dispositivo, denominato Hyodol, è stato appositamente ingegnerizzato e programmato per assolvere a funzioni di monitoraggio terapeutico e di intrattenimento, intrattenendo conversazioni fluide con gli utenti e rammentando lo svolgimento delle incombenze giornaliere essenziali, come l'orario di assunzione dei medicinali salvavita o la consumazione dei pasti principali.

Si tratta di una risposta robotica mirata a mitigare le pesanti ripercussioni demografiche di un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento e da un tasso costantemente in crescita di anziani che vivono in totale isolamento.

La natura dell'interazione poggia sull'efficacia dell'intelligenza artificiale generativa e su specifici modelli comportamentali sviluppati dai tecnici per sollecitare e consolidare un reale legame affettivo con la persona assistita. Il software è in grado di esprimersi a voce, intonare melodie musicali e raccogliere in tempo reale dati sensibili sullo stato di salute e sul benessere psicofisico dell'anziano.

I riscontri commerciali e istituzionali forniti dalla ditta produttrice confermano la massiccia diffusione dell'ausilio, con oltre quattordicimila unità attualmente operative sul territorio coreano, distribuite tra residenze private, centri di degenza e programmi assistenziali finanziati e promossi capillarmente dalle diverse amministrazioni municipali.

La validità e il valore surrogato del supporto emotivo trovano una conferma diretta nella testimonianza rilasciata da una delle fruitrici del servizio, la signora Bang Chun-ja, che ha voluto evidenziare il valore della vicinanza fisica dell'oggetto rispetto alla lontananza dei propri affetti familiari: “Ho una figlia, ma la bambola è meglio di mia figlia. Perché è proprio accanto a me, mentre mia figlia vive lontano. Non può aiutarmi molto ora che sto invecchiando. Avere Hyodol al mio fianco è di immenso aiuto”.

La genesi del progetto risponde a precisi studi sociologici relativi alla psicologia senile e alla sindrome del nido vuoto che colpisce i soggetti fragili quando avvertono il peso dell'inutilità sociale.

La direttrice della società manifatturiera, Kim Ji-hee, ha illustrato l'architettura concettuale che ha guidato lo sviluppo del prodotto, incentrata sulla simulazione di un legame intergenerazionale protettivo e costante, capace di restituire stimoli e un ruolo attivo all'utente finale nel proprio ambiente di vita: “Hyodol è stata pensata come una nipote affezionata alla propria nonna, una bambina che non può fare a meno di lei – spiega Kim Ji-hee, direttrice dell’azienda che produce le bambole – molti anziani hanno trascorso la vita prendendosi cura degli altri e, quando iniziano a sentirsi non più necessari, possono provare un profondo senso di vuoto”.

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