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- Roma - Mercoledì 10 Giugno 2026
La Costituzione nell'era dell'Intelligenza Artificiale: a Roma il confronto sui nuovi diritti digitali
WindTre promuove a Roma il dibattito su democrazia e innovazione nell'anno dell'ottantesimo anniversario della Costituente. Nella sede dell'Associazione Civita il confronto tra Alfonso Celotto, Riccardo Luna e Nicoletta Pirozzi per tradurre i valori della Carta nella cittadinanza digitale del XXI secolo.
Come difendere i principi costituzionali nell'epoca degli algoritmi e dell'intelligenza artificiale? È una delle domande più urgenti che attraversano il dibattito contemporaneo e che è stata al centro dell'incontro “Nuove tecnologie, nuova società, nuove regole?”, promosso a Roma da WindTre, in collaborazione con Italian Politics e Fondazione Italia Digitale.
L'appuntamento, ospitato nella sede dell'Associazione Civita, ha riunito autorevoli esponenti del mondo accademico, dell'informazione e delle relazioni internazionali per riflettere sulle sfide che la rivoluzione digitale pone ai principi della democrazia e ai diritti dei cittadini.
A confrontarsi sono stati Alfonso Celotto, costituzionalista dell'Università Roma Tre, il giornalista e divulgatore Riccardo Luna e Nicoletta Pirozzi, responsabile del Programma Europa dell'Istituto Affari Internazionali.
Il tema assume un significato particolare nel 2026, anno in cui l'Italia celebra l'ottantesimo anniversario della Costituente, del referendum istituzionale e del primo voto delle donne. Ottant'anni dopo, la democrazia è chiamata a misurarsi con una nuova frontiera: quella digitale. Fake news, hate speech, sistemi di intelligenza artificiale e algoritmi sempre più sofisticati non rappresentano soltanto questioni tecnologiche, ma incidono direttamente sulla qualità dell'informazione, sulla partecipazione democratica e sulla tutela delle libertà fondamentali.
Secondo gli ultimi dati del Censis, oltre il 90% degli italiani utilizza Internet e gli smartphone, mentre i social network coinvolgono più dell'86% della popolazione. Tuttavia, la piena cittadinanza digitale resta ancora una sfida aperta: i dati Istat mostrano infatti che solo poco più della metà delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base e meno della metà degli italiani utilizza regolarmente strumenti di identità digitale come SPID o Carta d'Identità Elettronica. Numeri che riportano al centro del dibattito i principi di uguaglianza, partecipazione e accesso ai diritti sanciti dalla Costituzione, chiamati oggi a confrontarsi con scenari completamente nuovi.
"La Costituzione è uno strumento vivo, che deve continuare a orientare le scelte del Paese anche nel digitale", ha sottolineato Roberto Basso, direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità di WindTre. "Oggi cittadinanza, informazione e partecipazione passano sempre più dalla rete. Per questo è necessario promuovere un confronto aperto tra istituzioni, imprese, università e società civile, con l'obiettivo di costruire un ecosistema digitale più sicuro, inclusivo e responsabile".
Un confronto che si inserisce in una riflessione sempre più ampia, alimentata anche dal recente intervento di Papa Leone XIV sui temi dell'intelligenza artificiale e della centralità della persona, e che pone una questione destinata a diventare centrale nei prossimi anni: come tradurre i valori della Costituzione nella nuova cittadinanza digitale del XXI secolo.
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