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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Tutela dei minori online, Codacons: "L'Italia segua l'esempio del Regno Unito"

L'associazione dei consumatori esprime pieno supporto alla linea restrittiva annunciata dal premier britannico Starmer e traccia la mappa dei paesi che stanno bandendo le piattaforme sotto i 16 anni.

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La proposta del governo laburista di bandire l'accesso ai canali digitali per i più giovani raccoglie consensi immediati all'interno del panorama associativo italiano, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza informatica degli adolescenti.

In tarda mattinata è intervenuto il Codacons, che ha accolto con entusiasmo il provvedimento annunciato dal primo ministro Keir Starmer, auspicando che l'esecutivo di Roma si muova rapidamente sulla medesima lunghezza d'onda per arginare i rischi connessi alla navigazione precoce.

I rappresentanti dei consumatori hanno analizzato la tendenza internazionale, evidenziando come la scelta di Londra si inserisca in un percorso normativo già intrapreso da numerose cancellerie mondiali ed europee: “Bene la decisione del primo ministro Starmer. Una misura analoga a quella già adottata a fine 2025 in Australia, dopo Malesia e Indonesia, e in via di adozione in Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca, dove è stato avviato l’iter legislativo per vietare l’uso dei social ai minori di anni 16. Anche Norvegia, Brasile, Austria e Germania stanno studiando misure per mettere al bando i social e tutelare i minori”.

L'attenzione dell'associazione si concentra sulle contestazioni sollevate a livello comunitario e sulle tutele legali interne, richiamando le recenti contestazioni mosse dalle istituzioni di Bruxelles nei confronti dei colossi della Silicon Valley per l'omessa vigilanza sull'età degli iscritti: “Ci aspettiamo ora misure analoghe anche da parte dell’Italia anche alla luce delle recenti mosse della Commissione europea, che ha messo sotto accusa Meta per aver consentito agli utenti sotto i 13 anni di accedere a Instagram e Facebook, esponendoli a rischi legati ai contenuti e all’uso delle piattaforme”.

La sezione conclusiva del documento fa esplicito riferimento a una vertenza legale pendente nella capitale, avviata in sinergia con altre sigle a tutela degli utenti per imporre una svolta tecnologica nell'accertamento dei dati anagrafici sulle applicazioni di messaggistica e condivisione: “Sul fronte legale, è attesa a breve nel nostro Paese la decisione del Tribunale civile di Roma, chiamato a pronunciarsi sull’azione inibitoria promossa dal Codacons – assieme ad Adusbef e ad Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi (Assourt) – contro Meta per contestare la mancata adozione da parte della piattaforma di adeguati sistemi di verifica dell’età che impediscano l’accesso a Instagram e l’utilizzo del servizio a soggetti di età pari o inferiore a 13 anni”.

Secondo le stime fornite dall'organizzazione, una sentenza favorevole da parte dei magistrati romani determinerebbe una svolta radicale per il mercato digitale nazionale, poiché se il ricorso verrà accolto “porterà al blocco immediato di centinaia di migliaia di profili in Italia e all’adozione di misure tecniche che impediscano realmente l’accesso dei minori ai social gestiti da Meta”.

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