
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 20 Maggio 2026
Roma: record di presenze per "Renaissance in Economics", presentate strategie per un nuovo modello civile
La terza edizione della conferenza internazionale promossa da NeXt Nuova Economia per Tutti raduna oltre 280 relatori da cinque continenti. Nel volume "From Seeds to Forest" le proposte scientifiche: modelli d'impresa post-profitto, indicatori di benessere al posto del PIL e la riforma della valutazione accademica. Ora, appuntamento al Festival di Firenze.
I modelli macroeconomici tradizionali si rivelano sempre più inadeguati a interpretare e governare le complessità del mondo contemporaneo, spingendo il mondo accademico e istituzionale a una radicale riscrittura dei paradigmi della scienza economica.
Si è chiusa a Roma la terza edizione di Renaissance in Economics, la conferenza internazionale promossa da NeXt Nuova Economia per Tutti che riunisce ogni anno ricercatori, imprese e istituzioni attorno a una sfida comune: costruire una scienza economica capace di rispondere alle grandi crisi del nostro tempo.
L’edizione 2026 ha stabilito un record: oltre 280 relatori da cinque continenti e oltre 60 università, 220 contributi scientifici raccolti nel volume From Seeds to Forest, sei università italiane coinvolte negli eventi pre-conference con più di 500 studenti.
Sul piano strettamente scientifico, le evidenze empiriche presentate nel corso del forum hanno evidenziato i limiti strutturali delle dinamiche di puro mercato. La ricerca presentata dimostra con modelli sperimentali che i comportamenti estrattivi, quelli che massimizzano il proprio vantaggio a spese della collettività, tendono a prevalere sistematicamente in mercati decentralizzati, producendo quello che gli autori chiamano un “fallimento morale del mercato”.
La risposta non è più regolazione o incentivi monetari: è la coltivazione di caratteri generativi nelle persone, nelle imprese e nelle istituzioni. Un cambio di rotta che investe direttamente anche l'architettura legale delle corporation.
Diversi contributi dimostrano infatti che il diritto societario non impone la massimizzazione del profitto, ma lascia ampio spazio a modelli d’impresa orientati a più obiettivi. In questo contesto, le cooperative e le imprese sostenibili emergono come alternative scalabili alla gig economy, accompagnate dalla proposta più avanzata di una responsabilità ex ante per i danni futuri, configurando la sostenibilità non più come scelta volontaria ma come obbligo giuridico integrato nella governance.
Un altro pilastro del dibattito ha riguardato il superamento dei vecchi standard di misurazione della ricchezza nazionale. Numerosi studi mostrano che la crescita del PIL può aumentare senza migliorare la qualità della vita e anzi mascherare disuguaglianze regionali profonde.
La novità rispetto al passato è che la conferenza non si ferma alla critica: presenta framework Decision-Grade per integrare indicatori multidimensionali di benessere direttamente nei processi decisionali politici, collegati agli indicatori già elaboratori sul Ben Vivere e la Generatività, trasformandoli da statistiche descrittive a guide operative per i governi.
Tra i paper più innovativi sul piano della finanza locale e dell'equità sociale, un contributo particolarmente discusso propone i tributi di scopo — tasse comunali legate a benefici pubblici specifici e visibili — come strumento per ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni. Il meccanismo trasforma il pagamento delle tasse da obbligo coercitivo a forma concreta di partecipazione civica. Accanto a questo, la ricerca dimostra che l’orizzonte temporale dei decisori politici — legato alla loro età e aspettativa di vita — distorce sistematicamente le scelte sugli investimenti ambientali: un argomento a favore della rappresentanza istituzionale delle generazioni future. Le istanze di cambiamento energetico e sociale richiedono però una revisione dei criteri di merito nella stessa classe scientifica.
Il policy paper presentato alla conferenza chiede una riforma strutturale della valutazione accademica: basta con la dipendenza dalle cinque riviste economiche americane, largo a un Fascicolo dell’Impatto che misuri il contributo civile di ogni ricercatore. La proposta è sostenuta da un Fondo Nazionale da 50 milioni annui per la ricerca-azione partecipata e da un nuovo indice — lo IAEISC — che misura l’equità intergenerazionale in 100 indicatori su tutto il territorio nazionale.
Il cammino tracciato nella Capitale rappresenta solo la prima tappa di un percorso di mobilitazione più ampio che troverà il suo sbocco naturale in autunno in Toscana. “From Seeds to Forest”, il titolo scelto per il volume degli abstract, non è casuale e sarà anche il tema centrale della prossima edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile che si svolgerà dal 1 al 4 ottobre 2026 a Firenze. I semi di una nuova economia sociale e civile esistono già e attraverso le azioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Economia Sociale e Civile li stiamo mappando, collegando e sistematizzando. Renaissance in Economics e il FNEC esistono per farli diventare un bosco.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















