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- Roma - Mercoledì 10 Giugno 2026
Irlanda del Nord: notte di fuoco a Belfast dopo l'accoltellamento di Stephen Ogilvie, case in fiamme e disordini durante rivolta anti-migranti
Cento uomini mascherati cacciano gli stranieri nella zona est: assaltate le famiglie africane. La protesta xenofoba si estende in Scozia e Inghilterra. Chiusi i complessi scolastici, scatta l'allarme dell'Ofcom per i post su X.
Il tessuto sociale di Belfast capitola di fronte a una violentissima esplosione di intolleranza e guerriglia urbana. La miccia che ha innescato il caos è stata il brutale accoltellamento del quarantenne Stephen Ogilvie, rimasto ferito in modo grave a seguito di un'aggressione attribuita a un rifugiato di nazionalità sudanese, il trentenne Hadi Alodid.
L'episodio ha fatto da detonatore a una notte di disordini, caos e violenze anti-migranti, durante la quale decine di dimostranti, quasi sempre col volto coperto, hanno dato alle fiamme case, veicoli, autobus, ingaggiato scontri con la polizia dell'Irlanda del Nord e lanciato quello che è stato definito come un "pogrom" contro gli stranieri, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana.
I focolai della rivolta hanno bersagliato con precisione i quartieri orientali della città. Nella zona est, un gruppo di circa cento uomini mascherati ha percorso le strade al grido di "cacciare gli stranieri", costringendo i vigili del fuoco a un lavoro straordinario con ben 62 interventi di spegnimento nel corso delle ore notturne.
Nei tafferugli con i manifestanti due agenti di polizia sono rimasti feriti, come ufficializzato dal ministro per l'Irlanda del Nord Hilary Benn. Sul fronte degli arresti, le forze dell'ordine hanno bloccato tre persone nell'immediatezza dei fatti, "ma ne seguiranno sicuramente altri", ha preannunciato alla Camera dei Comuni il viceministro dell'Interno responsabile della sicurezza, Dan Jarvis.
La fiammata xenofoba non è rimasta confinata entro le mura di Belfast, ma ha trovato sponde immediate nel resto del Regno Unito, monitorate costantemente dai network della Bbc. In Scozia, ampi raggruppamenti di contestatori a volto coperto hanno occupato le piazze del centro di Glasgow, sventolando bandiere britanniche e intonando slogan.
Copione analogo a Edimburgo, dove decine di persone hanno sfilato lungo Princes Street partendo da St Andrew Square tra fumi colorati e croci di Sant'Andrea, mentre circa un centinaio di manifestanti si dava appuntamento ad Ayr.
In territorio inglese, i presidi hanno lambito la città di Southampton, con assembramenti e bandiere di San Giorgio davanti a un plesso alberghiero precedentemente adibito a centro di accoglienza per i richiedenti asilo.
La propagazione dei disordini è stata massicciamente veicolata dalle piattaforme web e dalle chat di orientamento sovranista e ultradestra. Ad accendere gli animi è stato un post dell'attivista radicale Tommy Robinson, rilanciato e amplificato su X dal miliardario Elon Musk con tanto di invito esplicito a scendere in strada. Un'escalation digitale che ha spinto l'Ofcom, l'organismo britannico di vigilanza sui media, a richiamare formamente i colossi del web alle proprie responsabilità penali ed etiche: "Ofcom ha scritto oggi ai fornitori di servizi online che operano nel Regno Unito in merito all'aumento del rischio che le loro piattaforme vengano utilizzate per incitare all'odio, provocare violenza e commettere altri reati ai sensi della legge britannica, nel contesto dei recenti disordini civili a Belfast".
La risposta della politica, sia sul piano locale che a Downing Street, è stata improntata alla massima severità nei confronti delle frange violente. Il governo laburista del premier Keir Starmer e l'esecutivo nordirlandese guidato dalla First Minister Michelle O'Neill hanno censurato fermamente la guerriglia. "Non esiste alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione e teppismo", ha tagliato corto il ministro Hilary Benn.
Ancora più perentorio il capo della polizia nordirlandese (Psni), Jon Boutcher, che ha definito le devastazioni un "atto di autolesionismo" contro la stessa comunità locale, confermando di aver concordato la linea d'azione con il primo ministro britannico. "Fermate le violenze", ha intimato l'alto ufficiale in conferenza stampa, ribadendo che "nulla può giustificare" i roghi della notte. Boutcher ha poi esortato la cittadinanza a isolare i sobillatori della rete: "Smettete di dare ascolto agli idioti", avvertendo i responsabili delle campagne d'odio online che "li perseguiremo per l'istigazione che hanno messo in atto".
Mentre per la giornata odierna si temono nuove ondate di proteste e presidi davanti al parlamento di Stormont — con le scuole cittadine che hanno rimandato a casa gli alunni tenendo i cancelli chiusi per motivi precauzionali —, tra i residenti stranieri della città regna un clima di profonda angoscia. A farsi portavoce del dramma è Anselme Shima, cittadino originario della Repubblica Democratica del Congo, che vive con i figli e la moglie a ridosso dell'epicentro degli assalti: "È un momento terrificante, non sappiamo cosa fare. Ho paura. Vedendo questo, mi chiedo se sarò il prossimo. Se succedesse di nuovo, la mia casa sarebbe la prossima ad essere attaccata? Non lo so. È stato davvero spaspaventoso", ha detto l'uomo, secondo quanto riporta l'Irish Examiner.
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