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  • Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 15:15

Israele: arresti per presunta corruzione elettorale e sospetti di fondi dal Qatar. L'ira di Herzog

La Commissione elettorale affida l'inchiesta allo Shin Bet e chiede i risultati entro una settimana. Il partito Likud denuncia brogli nel voto arabo, la polizia esegue fermi tra gli attivisti di Ra'am.

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Tensione alle stelle in Israele all'indomani della consultazione elettorale. Il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, ha sollecitato il capo dello Shin Bet, David Zini, ad avviare un'indagine formale su presunte interferenze straniere e corruzione elettorale, dopo la presentazione di informazioni d'intelligence giudicate "eccezionalmente gravi".

Al centro degli accertamenti dell'unità anticorruzione Lahav 433 vi sarebbe il presunto passaggio di ingenti somme di denaro riconducibili a soggetti arabi e al Qatar, con l'obiettivo di condizionare l'affluenza e il voto della comunità araba a favore del partito Ra'am.

La polizia ha già confermato l'arresto di quattro uomini nel sud del Paese, che si aggiungono ai tre fermi effettuati nella mattinata di martedì 27 ottobre. Ra'am ha riconosciuto che i fermati sono propri attivisti, respingendo con fermezza ogni addebito. L'inchiesta si incrocia con le pesanti accuse scagliate dal Likud, secondo cui le elezioni sarebbero state alterate da condotte illecite, frodi e l'impiego di denaro contante e buoni carburante per reclutare elettori.

La Commissione elettorale ha confermato la solidità degli elementi finora raccolti, fissando in una settimana il termine per la presentazione dei primi esiti dell'indagine, sebbene fonti investigative citate dalla stampa locale abbiano invitato alla cautela rispetto all'ipotesi di brogli sistematici.

Sulla vicenda è intervenuto con fermezza il Presidente dello Stato, Isaac Herzog: "Questo è un momento delicato. L'integrità delle nostre elezioni costituisce un valore democratico supremo. Le prove e le accuse devono essere oggetto di un'indagine approfondita; i responsabili dovranno essere arrestati e chiamati a risponderne, nel pieno rispetto della legge". Il Capo dello Stato, pur chiedendo massima chiarezza, ha lanciato un monito per evitare strumentalizzazioni politiche: "Anche in un momento delicato come questo, non dobbiamo infangare un'intera comunità che ha cercato di esercitare il proprio diritto di voto e di prendere parte attiva alla democrazia".

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