
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 15:45
Meloni: “Nessun pentimento per la vicinanza a Trump, difendevo l'interesse nazionale”
La premier parla nel nuovo libro di Bruno Vespa e rivendica l'asse con Washington. Poi l'intervento a Sud chiama Nord: “Al Sud record di occupazione grazie alla Zes unica”.
"Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all'inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l'interesse nazionale". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica la propria linea in materia di politica estera nelle pagine del nuovo libro di Bruno Vespa “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-Rai Libri.
Nel testo fornito in anteprima, la premier spiega la strategia diplomatica dell'esecutivo ricordando la continuità dei rapporti atlantici: "Ho avuto un buon rapporto anche con Joe Biden e sono stata criticata anche per questo. A maggior ragione era naturale lavorare per costruire una relazione ancora più stretta con gli Stati Uniti una volta eletto Donald Trump.
Gli Stati Uniti sono il nostro più importante alleato geopolitico e militare, il principale mercato extra europeo per i nostri prodotti, ospitano una comunità di italiani numerosissima ed operosa, e molto altro ancora".
Un posizionamento che, secondo Meloni, ha portato benefici a livello continentale: "quella vicinanza è stata davvero utile e anche molto apprezzata da tanti governi europei perché ha aiutato a tenere aperto il dialogo euroatlantico anche nei momenti di maggiore incomprensione e anche a ricondurre nel giusto ambito, quello della Nato, problemi complessi come la Groenlandia e la sicurezza dell'Artico. Tutte cose utili all'Italia, all'Europa e all'Occidente. Tutte cose che rivendico e che rifarei".
Nella stessa giornata, la premier è intervenuta con un videomessaggio alla convention del movimento Sud chiama Nord guidato da Cateno De Luca e dall'associazione Sindaci d'Italia: "Vi ringrazio per aver scelto di mettere la vostra esperienza, il vostro contributo, la vostra determinazione, e direi anche diciamo una certa dose di testardaggine conoscendo il carattere in particolare di Cateno De Luca, al servizio di un progetto più grande".
Difendendo l'operato economico del governo, il Capo del Governo ha evidenziato la svolta nelle politiche per il Mezzogiorno: "Abbiamo affrontato la sfida cambiando radicalmente paradigma, abbiamo scritto la parola fine alla stagione dell'assistenzialismo e non abbiamo nello stesso tempo lasciato indietro nessuno, abbiamo anzi aumentato le tutele per proteggere chi non era nelle condizioni di poter lavorare. I dati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta.
In questi anni il Sud è cresciuto più del resto d'Italia, ha registrato un record storico di occupazione superando per la prima volta la soglia del 50%, è un risultato frutto del dinamismo e dell'ambizione delle imprese e dei lavoratori del mezzogiorno, però è figlio anche di provvedimenti che hanno sostenuto quel dinamismo, che hanno sostenuto quell'ambizione, come è stata la Zes unica".
L'obiettivo prioritario, ha sottolineato la premier indicando i contenuti del Disegno di legge di Bilancio appena approvato dal CdM, resta la creazione di "un nuovo modello di coesione sociale. Penso che questa sia in fondo la ragione sociale del vostro impegno e di Sud Chiama Nord. Perché il Sud non sarebbe nulla senza il Nord ma il Nord non sarebbe nulla senza il Sud e voi lo sapete meglio di me. Quindi il nostro compito è quello di far crescere tutti i territori allo stesso modo colmando i divari storici. Noi dobbiamo garantire alle nuove generazioni il diritto di poter restare o tornare dove sono nati, costruire lì il bilancio che il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri. Vi dico in breve alcune cose che ci sono dentro, perché molte di queste misure le vedrete arrivare direttamente nei vostri comuni".
In conclusione, un passaggio è stato dedicato alle tutele per il comparto primario e ai fondi strutturali nell'Unione Europea: "le nostre eccezionali produzioni agroalimentari, custodi di tradizioni locali che fanno del buon cibo e del benessere generale uno dei tratti distintivi del nostro Made in Italy, una ricchezza che difenderemo sempre e a ogni livello. Lo abbiamo fatto in Europa dove abbiamo sventato i tagli proposti da Bruxelles alla politica agricola comune e continueremo a farlo.
Non siamo disposti ad accettare che il prossimo bilancio europeo ridimensioni l'agricoltura e la pesca ma non siamo neanche disposti ad accettare che ridimensioni la politica di coesione perché non può esserci vera competitività se lasciamo indietro qualcuno. Tutti i territori devono crescere insieme. A questo dobbiamo aggiungere un duplice investimento che sia io che voi consideriamo fondamentale che è quello sui giovani e sulle aree interne".
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