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  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Latitante da due anni, viene arrestato durante un battesimo: la fuga finisce davanti a parenti e invitati

Un latitante di 27 anni, condannato per tentato omicidio, è stato arrestato dai carabinieri durante una festa di famiglia a Napoli.

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La sua latitanza è finita nel luogo dove probabilmente pensava di passare inosservato: una festa di famiglia. Un uomo di 27 anni, ricercato da tempo e destinatario di una condanna definitiva a dieci anni di carcere per tentato omicidio, è stato arrestato dai carabinieri durante il ricevimento per il battesimo del figlio di un amico. L'operazione è stata condotta dai militari della sezione operativa di Castello di Cisterna, che da tempo erano sulle tracce del giovane e ne monitoravano movimenti e contatti.

La condanna per tentato omicidio

Il ventisettenne era ricercato in seguito a un ordine di carcerazione emesso dall'autorità giudiziaria di Napoli. Dopo la sentenza definitiva, l'uomo aveva fatto perdere le proprie tracce, riuscendo a sottrarsi all'esecuzione della pena per un lungo periodo.

Le indagini sui contatti più stretti

Per rintracciarlo, gli investigatori hanno puntato soprattutto sulla sua rete di conoscenze e sulle persone a lui più vicine. Secondo quanto emerso dalle attività investigative, il giovane continuava infatti a mantenere rapporti con amici e familiari, nonostante la condizione di latitante. Proprio l'analisi di questi legami avrebbe consentito ai carabinieri di individuare un'occasione ritenuta particolarmente favorevole per intervenire. Gli investigatori hanno appreso che il ventisettenne avrebbe partecipato a una cerimonia privata particolarmente importante e hanno deciso di sfruttare quella circostanza per stringere definitivamente il cerchio attorno a lui.

Il piano studiato nei dettagli

Una volta accertata la presenza del ricercato nel ristorante scelto per il ricevimento, è scattata la fase operativa. I militari hanno agito con cautela per evitare che il blitz potesse mettere in pericolo gli altri invitati o creare situazioni di panico all'interno del locale. Per questo motivo hanno atteso il momento più opportuno, osservando gli spostamenti del giovane e aspettando che si allontanasse temporaneamente dal resto dei partecipanti alla festa.

Il tentativo disperato di sottrarsi alla cattura

Quando i carabinieri sono entrati in azione, il ventisettenne si è immediatamente reso conto di essere stato individuato. Per alcuni istanti avrebbe valutato ogni possibile via di fuga. Secondo quanto ricostruito, avrebbe persino preso in considerazione l'idea di lanciarsi in acqua nel tentativo di sottrarsi all'arresto. La rapidità dell'intervento e il dispositivo predisposto dai militari hanno però reso impossibile qualsiasi tentativo di allontanamento. Capito di non avere alternative, il giovane ha infine rinunciato a fuggire e si è consegnato ai carabinieri.

Momenti di tensione tra gli invitati

Le fasi successive all'arresto sono state caratterizzate da momenti di forte tensione. Molti dei presenti, fino a quel momento ignari della situazione, hanno assistito con sorpresa all'intervento delle forze dell'ordine. Quando è apparso chiaro che l'uomo arrestato era un latitante ricercato, alcuni parenti e invitati hanno reagito con urla e proteste. Secondo quanto riferito dagli investigatori, non sono mancati tentativi di ostacolare l'operato dei militari e momenti di particolare agitazione. La situazione è stata comunque riportata rapidamente sotto controllo senza ulteriori conseguenze.

Il trasferimento in carcere

Dopo le procedure di identificazione e gli adempimenti di rito, il ventisettenne è stato trasferito nel carcere di Secondigliano. Qui dovrà scontare la pena definitiva di dieci anni di reclusione stabilita dall'autorità giudiziaria. L'arresto viene considerato dagli investigatori un risultato importante nell'attività di contrasto alla criminalità organizzata nell'area napoletana. L'operazione dimostra ancora una volta come il monitoraggio costante del territorio e l'analisi delle relazioni personali possano rivelarsi strumenti decisivi per rintracciare anche chi riesce a sottrarsi alla cattura per lunghi periodi. A tradire il giovane, infatti, sarebbe stata proprio la volontà di non rinunciare ai rapporti con il proprio ambiente di riferimento, una scelta che ha consentito ai carabinieri di individuarlo e porre fine alla sua latitanza.

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