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  • Roma - Mercoledì 17 Giugno 2026

Blitz contro una presunta rete anarchica: sette arresti e perquisizioni in sei regioni

Un'operazione della Digos ha smantellato un gruppo anarchico attivo in Italia, con sette arresti e indagini su sabotaggi e piani di espansione.

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Un'indagine durata mesi ha portato allo smantellamento di quella che gli investigatori considerano una delle più attive realtà anarchiche presenti in Italia. All'alba è scattata una vasta operazione coordinata dalla Procura di Roma e condotta dalla Digos della capitale con il supporto delle sezioni investigative di diverse città italiane.Il bilancio è di sette persone arrestate, cinque finite in carcere e due agli arresti domiciliari, mentre sono diciotto gli indagati complessivamente coinvolti nell'inchiesta. Le attività investigative hanno interessato Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Campania e Umbria, con perquisizioni che hanno portato al sequestro di materiale ritenuto di interesse investigativo, tra cui documenti, dispositivi elettronici e manuali considerati sensibili dagli inquirenti.

Il summit segreto in un casale di campagna

Al centro dell'indagine c'è un incontro che si sarebbe svolto nell'estate del 2025 in un casale isolato nelle campagne di Vicovaro, alle porte di Roma. Secondo gli investigatori, alcuni degli indagati si sarebbero riuniti per discutere strategie, possibili obiettivi e modalità operative da adottare nei mesi successivi. Gli incontri, monitorati dagli investigatori attraverso attività tecniche e intercettazioni, avrebbero consentito di ricostruire la struttura del gruppo e le sue intenzioni. Al termine della riunione, i partecipanti avrebbero persino distrutto gli appunti utilizzati durante il confronto, nel tentativo di non lasciare tracce.

Gli obiettivi nel mirino

Dalle indagini emerge un quadro che va oltre il semplice attivismo politico. Secondo la Procura, il gruppo avrebbe valutato una serie di possibili azioni di sabotaggio contro obiettivi ritenuti simbolici. Tra questi figurerebbero infrastrutture ferroviarie, aziende operanti nel settore della difesa, centri di permanenza per il rimpatrio e persino catene internazionali della ristorazione veloce. L'obiettivo, secondo l'accusa, sarebbe stato quello di ottenere il massimo impatto mediatico possibile e rilanciare la mobilitazione in favore di Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto al regime del 41 bis.

L'inchiesta sui sabotaggi alla rete ferroviaria

Due degli arrestati sono accusati anche di aver partecipato ai sabotaggi che nel febbraio scorso hanno colpito alcune tratte dell'Alta Velocità tra Roma, Firenze e Napoli. Gli episodi si verificarono durante il periodo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e provocarono pesanti disagi alla circolazione ferroviaria. Secondo gli investigatori, i danni alle infrastrutture avrebbero superato i 450 mila euro. 

Le intercettazioni e il progetto di espansione

Le conversazioni raccolte nel corso delle indagini avrebbero permesso di ricostruire la volontà del gruppo di ampliare la propria rete di contatti. In una delle intercettazioni, uno degli indagati sostiene: "Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare… costringere un po' lo Stato a fare i conti che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole". In un altro passaggio emerge l'intenzione di aumentare il livello delle azioni messe in campo. "Questo significa fare un salto di qualità", afferma uno dei partecipanti alla riunione. Gli investigatori ritengono che il gruppo stesse cercando di coinvolgere nuovi simpatizzanti, soprattutto tra i più giovani, affidando loro inizialmente compiti e attività considerate meno rischiose.

L'attenzione verso l'estero

Dalle intercettazioni emergerebbe anche l'interesse per esperienze maturate in altri Paesi europei. Alcuni membri del gruppo avrebbero indicato Francia e Germania come modelli da seguire per la capacità di mantenere nel tempo azioni coordinate e diffuse sul territorio. Secondo gli inquirenti, gli arrestati discutevano inoltre di strumenti tecnologici utili a rendere più difficile la loro identificazione online e delle modalità con cui rivendicare eventuali azioni attraverso il web.

Il presunto manuale per i sabotaggi

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figura anche un documento che sarebbe stato reperito in Germania e che conterrebbe indicazioni operative relative alle azioni contro la rete ferroviaria. Gli inquirenti ritengono che il materiale possa aver avuto un ruolo nella pianificazione delle attività contestate e lo considerano uno degli elementi più significativi dell'indagine. La documentazione sequestrata sarà ora sottoposta ad approfonditi accertamenti per verificare il suo contenuto e il suo eventuale utilizzo.

Lo sgombero del centro sociale

Nel corso dell'operazione è stato inoltre sgomberato il centro sociale "Bencivenga Occupato", situato a Roma. Per gli investigatori la struttura sarebbe stata utilizzata come punto di riferimento logistico da alcuni dei componenti del gruppo. L'intervento rientra nel più ampio quadro delle attività svolte per ricostruire la rete di relazioni e gli spostamenti degli indagati.

Il riferimento alla morte dei due anarchici

Nelle carte dell'inchiesta compare anche il riferimento alla morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici deceduti a marzo in seguito all'esplosione di un ordigno rudimentale che stavano maneggiando in un casale abbandonato nella zona del Parco degli Acquedotti. Secondo il giudice per le indagini preliminari, quell'episodio avrebbe evidenziato in modo concreto il rischio di azioni sempre più pericolose e potenzialmente violente. 

Le reazioni del governo

L'operazione ha ricevuto il plauso delle istituzioni. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di un intervento che "infligge un duro colpo a chi pensa di poter minacciare la sicurezza della nazione". Anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli investigatori, sottolineando quella che ha definito "l'elevatissima capacità di prevenzione e contrasto espressa dalle Forze di polizia".

Le indagini proseguono

L'inchiesta è ancora in pieno sviluppo e gli investigatori stanno analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni. L'obiettivo è chiarire l'effettiva struttura del gruppo, ricostruire eventuali ulteriori azioni pianificate e verificare il ruolo di ciascuno degli indagati. Gli accertamenti delle prossime settimane saranno decisivi per definire la portata dell'organizzazione e le responsabilità individuali contestate dalla Procura.

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