Libri, Sabatina Napolitano: "Io simpatica? Dovreste vedermi ai festival"

Sabato 16 aprile il giornalista Massimo Giuliano, intervisterà Sabatina Napolitano in diretta streaming alle 19. Sabatina Napolitano è una scrittrice, critica e poeta. Il suo ultimo romanzo è “Origami” (Campanotto, 2021) presentato al premio strega 2022. Proponiamo una intervista all’autrice che si presenta per noi.

 

(Prima Notizia 24)
Lunedì 11 Aprile 2022
Roma - 11 apr 2022 (Prima Notizia 24)

Sabato 16 aprile il giornalista Massimo Giuliano, intervisterà Sabatina Napolitano in diretta streaming alle 19. Sabatina Napolitano è una scrittrice, critica e poeta. Il suo ultimo romanzo è “Origami” (Campanotto, 2021) presentato al premio strega 2022. Proponiamo una intervista all’autrice che si presenta per noi.

 

- Sabatina Napolitano: si ritiene una scrittrice simpatica? Empatica?

 

Non riesco a definire un punto di osservazione tramite dei post online, credo che il virtuale tolga molto dell’enfatizzazione che deriva dai rapporti umani. Gli intenti di rispondere a delle interviste sono sempre quelli di restare aperti e andare a tutto gas. Come quando ti senti estremamente felice o galvanizzato e ascolti musica a tutto volume. Solitamente agli esordi la presentazione dei romanzi avviene tramite le riviste, cosa che accade e continuerà ad accadere anche nel mio caso, ma ecco mi propongo come una scrittrice che collabora continuamente con nuovi autori e nuove persone e che resta attiva nel campo letterario quindi mi è più difficile paragonarmi ad autori sconosciuti che vengono lanciati nello spazio letterario tramite la sorpresa e la novità. Mi ritengo una persona molto dolce e simpatica ma ecco i lettori non erano per nulla sorpresi di questa mia pubblicazione che io stessa ho anticipato diversi anni fa, quindi si è persa tutta quella simpatia a cui fanno riferimento gli osservatori degli esordi con titoli alla moda che cominciano per “millennial” o altre parole alla moda. Simpatia è essere di moda? Ritenermi simpatica non è stata una delle mie ambizioni, anche se accade veramente spesso e con mia sorpresa che io sia amata, anziché come molti credono, odiata. Il fatto è che è necessario spingersi nei percorsi pubblici per farsi conoscere e fino a che non accade veramente più frequentemente un autore lo si conosce tramite ciò che lascia in internet. Per ora sono molto amata e risulto molto simpatica tramite il virtuale ma sospetto che potrebbe addirittura triplicarsi questo sentimento dal vivo. Per ottenere questo aspettiamo tutti di vedere come andrà la storia. Credo che violenza e crudeltà usate anche come armi per affermarsi portino a poco. Per sapere se sono simpatica o meno dovreste vedermi ai festival o agli incontri pubblici e credo accadrà molto presto che venga inserita nei circuiti dei festival letterari. Spero di aver risposto alla vostra domanda.

 

 

- Cosa pensa della realtà e della finzione nei romanzi? E cosa pensa degli inganni letterari?

 

Un autore deve essere utile. Diventare una penna, servire. Questo vuol dire che le sue idee devono incidere, è necessario che non si possa più fare a meno di lui. Ecco, ritengo che questa sia la realtà. E spero e credo sia la realtà che riguardi me, in qualità di autrice e di persona pensante. Credo che la realtà sia molto vicina al fatto che continuerò ad esprimere la mia opinione e che verrà seriamente maneggiata e accolta da autori a loro volta che sono stati utili. Penso sinceramente che questa sia la realtà che mi appartiene e mi apparterrà in un circuito più vasto. Credo che tra l’altro questo tipo di realtà sia la realtà in cui sono inserita. “Origami” non può definirsi un vero debutto in società perché ero già conosciuta a molti. Mi è stato detto che gli editori per cui ho pubblicato secondo Opac Sbn non sono ben distribuiti, niente di più falso. Chiaramente la crudeltà e la malvagità umana arriva a livelli sempre nuovi e originalissimi quindi mi aspettavo anche commenti simili. Credo di aver fatto un bel percorso e di continuare veramente con passione e senso del lavoro.

 

 

- Olga è una giornalista e bibliotecaria. Hai avuto modelli?

 

L’indice di “Origami” richiama un tessuto artistico ma il romanzo non ha niente a che fare con gli artisti o con l’arte. È un romanzo ambientato in un mondo finzionale, ad Itaque. La protagonista lavora in questa biblioteca su tre piani insieme a degli operai: Jeremy, Marianne, Nina, Nora, Ellen. Fuori dalla biblioteca troviamo invece il marito, Gustavo, un editore noto e anche giornalista del più prestigioso giornale di Itaque. Il romanzo parla principalmente della vita di Olga a partire dal sogno del progetto del suo giornale, che si intitola appunto “Origami”. Chiaramente non ci sono modelli come lei nel mondo che viviamo, né nel giornalismo vero e proprio, e nemmeno nel mondo dello spettacolo. Il punto di vista di osservazione è esterno. Per questo e non solo non è un memoir ma il racconto di una fiaba. Olga non è una eroina, lo potrebbe essere Edoardo, suo figlio. Il romanzo investe tutta la vita di Olga, infatti la vediamo bambina nella soffitta dei nonni a fare degli origami di carta; giovane nello sposarsi allo chalet al fiume e vecchia sul letto di morte del marito. Olga è disinibita, stravagante, bella, biondissima in dei punti, colta (conosce cinque lingue). Olga sicuramente non è in uno stato di grazia e ritengo abbastanza ingenuo definire “stato di grazia” l’operazione degli scrittori. Ma generalmente si inizia a parlare di “aura” dello scrittore quando c’è una mole di interventi su cui riflettere. Da un solo romanzo non è possibile evidentemente parlare di “scrittura”. L’ingenuità dell’entusiasmo che accompagna molti esordi finisce con il collimare con l’inganno di chi ne strilla i romanzi. Il tessuto della scrittura non è un tessuto di grazia, sarebbe opportuno definire quindi cosa si intende anche per “ispirazione”. Olga è fuori dal mio io ma non è un personaggio bestiale, crudele. La crudeltà va detestata in qualsiasi sua forma. Una letteratura che scavi nei desideri di crudeltà credo sia quanto di più lontano ci possiamo augurare oggi. Detesto la crudeltà, anche e sopratutto quella velata usata per fini ambiziosi. Attribuisco alla mitezza d’animo le caratteristiche dell’ispirazione.


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