
- Prima Notizia 24
- Milano - Mercoledì 4 Novembre 2026, 15:50
Manager seviziato dalla moglie per 20 mesi a Milano: chiesto il rinvio a giudizio per la donna, agli atti 30mila video
La Procura contesta maltrattamenti, lesioni aggravate da sevizie e circonvenzione d'incapace. La vittima, ridotta a 53 chili e coperta di ustioni, è stata soccorsa a Saint-Tropez.
Un incubo durato venti mesi tra privazioni, violenze fisiche, umiliazioni e sevizie. La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di una donna, imprenditrice e socia in affari del marito, accusata di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate da sevizie e crudeltà e circonvenzione d'incapace ai danni del coniuge, un manager milanese di 51 anni attivo nel settore finanziario.
La drammatica vicenda è venuta alla luce il 9 ottobre 2024 a Saint-Tropez, dove l'uomo si era rifugiato in stato di evidente deperimento prima di svenire in un albergo ed essere trasferito in ospedale.
Due giorni dopo, gli accertamenti del pronto soccorso di Legnano hanno documentato un quadro di grave deperimento organico: l'imprenditore pesava solo 53 chili e presentava lesioni al volto, labbra tumefatte, unghie strappate e numerose ustioni da sigaretta distribuite sulle gambe e nelle parti intime, indicando subito la moglie ai sanitari.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l'escalation sarebbe iniziata nel febbraio 2023. La donna, facendo leva su false accuse relative a presunte dipendenze e malattie, avrebbe progressivamente isolato il marito togliendogli il telefono, l'accesso a internet, i documenti e le disponibilità economiche, riducendolo a una condizione di totale assoggettamento.
La Procura ha contestato aggressioni con guinzagli e cellulari, umiliazioni quotidiane e costrizioni fisiche all'interno dell'abitazione milanese e dello yacht di famiglia.
Tra gli elementi chiave dell'inchiesta figurano circa 30mila filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza dell'imbarcazione, che documenterebbero le violenze subite dall'uomo.
Alla donna viene contestato anche il trasferimento di circa 200mila euro dal patrimonio del marito verso il proprio conto corrente, mentre la controdenuncia da lei presentata è stata archiviata dal gip perché ritenuta un tentativo tardivo di condizionare le indagini.
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