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  • Prima Notizia 24
  • Rimini - Mercoledì 4 Novembre 2026, 17:40

Report Italy for Climate a Ecomondo: la Cina ferma la crescita delle emissioni nel 2025, l'Europa sale dell'1%

I dati presentati agli Stati Generali della Green Economy evidenziano la svolta di Pechino sulle rinnovabili, l'incremento di CO2 negli Stati Uniti e le perduranti sofferenze del continente africano.

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Nel corso del 2025 la Cina ha registrato una crescita zero delle proprie emissioni di gas serra, pur rimanendo il principale emettitore su scala globale con una quota pari al 27% del totale planetario.

I dati sono stati presentati dal think tank Italy for Climate in occasione degli Stati Generali della Green Economy, promossi alla fiera Ecomondo di Rimini.

Nel 2025 il tasso di elettrificazione cinese si è attestato al 32%, ponendo le basi per raggiungere l'obiettivo del 35% entro il 2035 concordato alla Cop31 di Antalya. A fronte di un'espansione del PIL del 5%, Pechino ha installato 440 Gigawatt di fonti rinnovabili, pari a circa la metà dell'incremento di capacità mondiale, a fronte tuttavia di un elevato consumo pro capite di materiali e di sfide aperte sul fronte dell'economia circolare.

In controtendenza rispetto alla Cina, le emissioni di gas serra in Europa sono aumentate dell'1% nel 2025, confermando per il secondo anno consecutivo un rallentamento nei ritmi di decarbonizzazione. Il continente ha comunque portato la quota di generazione elettrica da fonti pulite al 48%, raddoppiando la capacità installata rispetto ai parametri stabiliti dall'Accordo di Parigi del 2025.

Prosegue inoltre la diffusione della mobilità elettrica con un aumento delle vetture del 32%, portando l'Europa a 27 auto a zero emissioni ogni 1.000 abitanti, a ridosso dei livelli cinesi. Dal 1990 al 2025 il blocco europeo ha tagliato le emissioni complessive del 37% a fronte di un aumento del PIL del 75%, sostenendo tuttavia una spesa di 337 miliardi di dollari per l'importazione di combustibili fossili.

Negli Stati Uniti l'incremento delle emissioni di CO2 ha raggiunto l'1,9%, la percentuale più elevata a livello globale, nonostante la realizzazione di 40 Gigawatt di nuovi impianti rinnovabili e il raggiungimento di 43 Gigawatt di capacità di accumulo. Oltre a mantenere il primato mondiale nella produzione di petrolio e gas naturale, gli USA hanno destinato 211 miliardi di dollari agli investimenti nei fossili.

Il quadro mondiale evidenzia infine il drammatico divario per l'Africa che, pur avendo contribuito soltanto per il 3% alle emissioni storiche globali, subisce i danni più severi della crisi climatica con una stima di mortalità in eccesso pari al 50% entro il 2050.

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