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- Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 14:45
Medio Oriente, operazione militare ad Hebron: oltre tremila sfollati dopo l'attacco al checkpoint
Il comune della città cisgiordana denuncia l'evacuazione di quasi 3.200 residenti a seguito dell'incursione dell'esercito israeliano. L'intervento ordinato da Netanyahu dopo l'uccisione di due soldati alla vigilia delle elezioni.
Oltre 3.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a Hebron, la principale città della Cisgiordania occupata, a seguito di un'ampia operazione militare avviata dalle forze armate israeliane.
Il bilancio è stato reso noto in una nota ufficiale dalle autorità municipali cittadine, le quali hanno precisato che i residenti sfollati dall'inizio delle manovre – scattate nella giornata di sabato – sono complessivamente 3.189, tra i quali figurano anche oltre 200 neonati.
L'intervento delle truppe di Tel Aviv si inserisce nella risposta all'attacco armato di venerdì scorso, quando due uomini palestinesi hanno aperto il fuoco contro un posto di blocco nei pressi della città provocando la morte di due soldati israeliani, prima di essere uccisi nel corso dello scontro a fuoco.
A seguito dell'episodio, giunto alla vigilia del consulto elettorale in Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva annunciato l'avvio di un'azione ad ampio raggio nell'area.
Le operazioni dell'esercito hanno interessato in particolar modo il quartiere di Ein Deir Baha, zona di residenza dei due assalitori, dove i militari hanno imposto l'immediato sgombero delle abitazioni ai residenti.
Testimonianze visive dell'Afp sul posto confermano il passaggio di convogli della polizia e dell'esercito israeliano, impegnati a blindare le arterie viarie e a limitare la circolazione civile nel perimetro urbano.
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