
- Prima Notizia 24
- Ancona - Lunedì 26 Ottobre 2026, 14:40
Inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche: Pistarelli si avvale della facoltà di non rispondere
L'ex capo di gabinetto della Regione Marche resta in carcere a Montacuto dopo l'interrogatorio di garanzia. La difesa prepara il ricorso al Tribunale del Riesame e annuncia l'invio di una memoria esplicativa.
Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte alla gip del Tribunale di Ancona, Sonia Piermartini, Fabio Pistarelli, l'ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli (incarico da cui si era dimesso nel dicembre 2025).
L'atto istruttorio si è svolto all'interno della casa circondariale anconetana di Montacuto, dove l'ex dirigente si trova attualmente in stato di custodia cautelare nell'ambito della maxi-inchiesta denominata "Ricostruzione", condotta dalla Direzione distrettuale antimafia dorica.
Secondo l'impianto accusatorio della Dda, l'indagine abbraccia diversi filoni legati a presunti appalti pubblici pilotati da una "cricca" affaristica che avrebbe individuato nello stesso Pistarelli il proprio referente politico-istituzionale in cambio di dazioni di denaro e altre utilità.
Come chiarito all'uscita dal carcere dal suo legali di fiducia, l'avvocato Gabriele Cofanelli, l'indagato sta lavorando alla stesura di una dettagliata memoria difensiva per illustrare la propria posizione. Il difensore ha precisato che a Pistarelli viene contestata l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, escludendo sia l'aggravante di aver agevolato sodalizi mafiosi sia la contestazione di danno erariale.
La difesa, ritenendo insussistente il pericolo di inquinamento probatorio, ha preannunciato la presentazione di un ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della misura detentiva.
Nel corso dei provvedimenti d'urgenza eseguiti a carico di Pistarelli – finito in custodia assieme ad altre otto persone – gli investigatori hanno proceduto al sequestro di materiale informatico e cartaceo, tra cui personal computer e agende personali. Nella stessa giornata ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia davanti alla gip anche l'imprenditore Enrico Crucianelli, anch'esso tratto in arresto nell'ambito del medesimo procedimento.
L'operazione complessiva, che punta i riflettori anche su presunte infiltrazioni di società riconducibili ad ambienti di 'ndrangheta e camorra nei cantieri della ricostruzione post-terremoto, conta al momento 51 persone iscritte nel registro degli indagati, 8 misure di custodia cautelare, 17 società sottoposte ad accertamenti e oltre 50 perquisizioni locali eseguite in 13 province distribuite tra Marche, Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria e Veneto.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

















