Lo Stato italiano detiene un elevato "livello di indebitamento" e paga "più interessi passivi sul debito di quanto destina al sociale". Perciò, "le grandi aziende come noi, che generano utili, devono fare di più per ridurre le diseguaglianze", in modo da "restituire" una parte del valore.
Così l'Ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, presentando il progetto Futura, nato dall'intesa tra la banca, Save The Children, Forum Disuguaglianze e Diversità e Yolk.
"Non voglio dare giudizi su chi ha condotto il governo negli anni scorsi o lo sta conducendo", tuttavia la situazione di povertà in cui versano milioni di donne e di giovani e i Neet, cioè coloro che non lavorano e non stanno portando avanti nessun tipo di studio, rappresentano "la nostra emergenza", prosegue.
Intesa Sanpaolo, evidenzia Messina, "sta portando avanti" molti progetti sui temi dell'housing sociale, sul contrasto alla povertà e sui fondi per permettere ai giovani di studiare, ma "ci sono altre aziende in Italia che potrebbero fare di più".
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