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- Milano - Lunedì 15 Giugno 2026
Milano: omicidio Guerrino, al vaglio denunce di rapine e aggressioni dopo incontri via app
Gli inquirenti setacciano i tabulati digitali delle piattaforme Grindr e Romeo alla ricerca dell'ultimo contatto della vittima, mentre riemergono i verbali del 2023 relativi a estorsioni e imboscate tese da una banda di rapinatori.
La sezione omicidi del nucleo investigativo di Milano sta lavorando a ritmo serrato per dare un nome all'assassino di Roberto Pietro Guerrino, il noto interprete internazionale di 60 anni trovato privo di vita all'interno della sua abitazione. Il corpo, rinvenuto nella giornata di sabato, presentava i segni di un feroce pestaggio concentrato sul volto e sulla testa.
L'ipotesi principale al momento al vaglio dei magistrati è che l'uomo si sia difeso da un'aggressione scaturita al culmine di un appuntamento privato concordato la sera precedente tramite una piattaforma digitale. I medici legali sperano che i rilievi scientifici sui resti possano isolare campioni di Dna o tracce organiche appartenenti al killer, mentre gli accertamenti nell'appartamento confermano la sparizione di diversi preziosi, lasciando aperta la pista di una rapina degenerata a causa di un disaccordo economico post-rapporto.
La ricostruzione della personalità e delle abitudini della vittima ha fatto riemergere una serie di precedenti denunce sporte dallo stesso Guerrino, che già tre anni prima era finito nel mirino di spietati malviventi.
Il quotidiano Il Giorno ha rievocato i fatti del febbraio 2023, quando il professionista segnalò ai carabinieri di essere stato derubato di 250 euro all'interno del suo attico da un giovane agganciato tramite l'applicazione Grindr, che aveva reagito con estrema violenza fisica dinanzi al rifiuto di pagare una somma di denaro non pattuita.
Quell'episodio iniziale si era poi trasformato in una vera e propria persecuzione. A distanza di poco tempo, lo stesso aggressore si era ripresentato sul pianerottolo della vittima, venendo respinto. Successivamente, nel marzo dello stesso anno, l'interprete aveva fissato un nuovo incontro con un ragazzo sudamericano, rivelatosi però l'esca di una trappola: all'appuntamento si erano presentati in tre, guidati nuovamente dal primo rapinatore, i quali avevano tentato di sequestrare Guerrino per costringerlo a effettuare un prelievo di contanti a uno sportello automatico, desistendo solo grazie all'intervento provvidenziale di alcuni passanti.
Le indagini dell'epoca avevano portato all'identificazione del leader del gruppo, un cittadino egiziano con precedenti penali, denunciato alla Procura della Repubblica. La ricerca di analogie tra il tragico epilogo di venerdì 12 giugno e gli eventi passati si concentra ora sull'analisi della sfera virtuale della vittima.
Gli specialisti dell'Arma stanno esaminando i computer, gli smartphone e la cronologia delle chat presenti sui profili Grindr e Romeo utilizzati dall'uomo, cercando di mappare gli spostamenti e le conversazioni intrattenute nelle ultime ore di vita. Rimane ancora da chiarire con esattezza quale sia stato l'oggetto contundente adoperato per l'omicidio.
All'interno delle stanze i militari hanno repertato diversi suppellettili pesanti ricoperti di tracce ematiche, e l'attenzione dei periti si è focalizzata in particolare su una statuina raffigurante il Buddha, sebbene solo i risultati dell'esame autoptico potranno sciogliere i dubbi sulla causa del decesso.
Un ostacolo alle indagini è giunto dall'esame dei sistemi di videosorveglianza della zona: l'occhio elettronico posizionato proprio a ridosso del portone d'ingresso del condominio, che avrebbe potuto immortalare il passaggio del killer, è risultato purtroppo fuori uso per un guasto tecnico.
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