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  • Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 23:35

Monti Simbruini: Faccia a faccia tra associazioni ambientaliste e Regione Lazio

Il presidente di Salviamo l’Orso ha incontrato le autorità regionali per discutere delle problematiche ambientali che affliggono il più grande Parco regionale

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Il presidente dell'associazione Salviamo l’Orso, Stefano Orlandini, ha incontrato, venerdì 23 ottobre 2026, i vertici della Direzione Ambiente della Regione Lazio, insieme ai rappresentanti laziali di Mountain Wilderness e di AIGAE – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, anch’essi preoccupati per la deriva che sta devastando la più grande e importante area protetta regionale.

All’incontro erano presenti Fbio Bisogni, dirigente dell'Area Protezione e Gestione della Biodiversità, il presidente del Parco, Alberto Foppoli, e il direttore Federico De Angelis, fresco di nomina, che hanno dimostrato disponibilità al confronto.

Mountain Wilderness era rappresentata da Gianluca Ugolini e AIGAE da Ilaria Maccarrone.

In estrema sintesi, in merito alle situazioni segnalate, le controparti hanno riconosciuto: 

Che il taglio del bosco necessita, in effetti, di prescrizioni più stringenti relative alle modalità di esbosco e di trasporto del legname e che debbano essere comminate sanzioni alle ditte che non le rispettano;

Che Guardiaparco e Carabinieri forestali debbano coordinarsi piu efficacemente per esercitare insieme il necessario e puntuale controllo delle ditte boschive e del loro operato ( conformità alle prescrizioni sia in termini di massa forestale estratta che di esbosco );

Che lo sfruttamento forestale di alcune aree del Parco debba essere fermato, anche mediante l’affitto dei boschi, in modo da compensare i Comuni per i mancati introiti, così come già avviene in tutte aree protette del nostro Paese;

Che le escursioni con i quad, segnalate dalle associazioni, non risultano autorizzate dal Parco, che si riserva di approfondire la questione e di adottare i necessari provvedimenti correttivi.

Le associazioni hanno poi ribadito la loro intenzione di collaborare con il nuovo direttore per ricreare un clima di fiducia nei confronti dell’Ente, a condizione che i buoni propositi non rimangano soltanto parole, ma si traducano, in tempi brevissimi, in segnali concreti di un’inversione di tendenza.

Il giorno successivo, sabato 24 ottobre, Orlandini ha incontrato, a Cervara di Roma, i rappresentanti di alcuni comitati recentemente costituitisi nel territorio del Parco, a Livata e a Subiaco.

Con loro ha discusso dell’incontro avvenuto il giorno precedente in Regione e delle iniziative che i comitati stanno intraprendendo per comprendere cosa stia accadendo su numerosi terreni gravati da uso civico, sulle cui modalità di sfruttamento occorre fare piena chiarezza al più presto.

L'incontro è avvenuto a causa del modello di gestione del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, che, a detta delle associazioni in questione, antepone attività economiche, come il turismo selvaggio e senza limiti, lo sfruttamento forestale ed eventi di richiamo alla missione stessa per cui un’area protetta esiste, ovvero conservare l’ambiente naturale e garantire la tranquillità della fauna selvatica.

Gli ultimi massicci tagli forestali, condotti senza alcuna considerazione dell’ambiente in cui vengono effettuati ed il trasporto del legname stesso hanno devastato prati e pianori a Livata, Campo dell’Osso, Valle Maiura e Campaegli e cancellato interi sentieri.

Centinaia di persone che vivono nel parco o lo frequentano regolarmente, hanno espresso la loro protesta su i social e attraverso le testate giornalistiche locali schierandosi a difesa del loro territorio.

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