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  • Bagnoregio (VT) - Lunedì 26 Ottobre 2026, 19:30

Rinnovabili: Assemblea pubblica per difendere i territori della Tuscia

Organizzato da Agriturist e presieduto da Francesco Pratesi, la manifestazione ha visto sul palco esponenti politici locali e rappresentanti di associazioni di protezione ambientale, di agricoltori e di albergatori

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“Eroica, non esito a definire eroica la delibera regionale 171/23 che ha individuato alcune zone ampiamente abusate per quato riguarda il consumo di suolo a causa delle FER che ha impedico che su quel determinato territorio, in particolare la Tuscia, ci fosse un ulteriore installazione di tali impianti”.

È quanto dichiarato dal consigliere regionale del Lazio Daniele Sabatini nel corso dell'assemblea pubblica dal titolo “La Tuscia ha già dato per tutti: A che punto è la Legge sulle aree idonee del Lazio”.

Assemblea che ha visto la partecipazione di numerose associazioni di agrioltori, come CIA, Coldiretti e Confagricoltura, con la sua sezione dedicata alle imprese agrituristiche, ovvero Agriturist, associazioni di albergatori, come Federalberghi e alcune associazioni di protezione ambientale come Italia Nostra, Amici della Terra e L'Altritalia Ambiente.

“Questa delibera ci deve incoraggiare – ha aggiunto Sabatini – ma come tutte le delibere, è un atto amministrativo e, come giusto che sia, soggiacciono al diritto amministrativo, per cui la responsabilità che ci assumiamo e che Voi [presenti] ci chiedete di assumere è quella di legiferare, perché la Legge ha una portata giuridica e normativa diversa da quella di una delibera, però bisogna stare attenti, perché parlare di Legge sulle 'Aree idonee', rischia di ingenerare confusione perché parlare di esse, lascia quasi intendere che quelle che non stanno tra le 'Aree idonee', sono considerate aree 'Non Idonee', ma non è così”.

“Perché quando legiferano le Regioni devono indicare quali sono le aree 'particolarmente idonee' in cui è possibile portare avanti un iter accelerato e semplificato per la realizzazione di impianti FER, ecco perché la fretta non è buona consigliera” - ha continuato.

“La Regione Lazio ha un'interlocuzione diretta con il Consiglio dei Ministri e a tal proposito siamo riusciti a fermare quello scempio sui comuni di Montefiascone, Celleno e Viterbo, non credo che la Regione Lazio rischi un commissariamento ad acta perché quegli obiettivi specifici 2030 sulle FER li ha già rispettati e questo soprattutto alla provincia di Viterbo” - ha sottolineato.

“Stiamo lavorando alla bozza delle Legge Regionale sulle 'Aree idonee', è un avoro che porterà i comuni e i territori della provincia di Viterbo che 'hanno già dato' ad avere un parametro zero”- ha concluso.

“Tali impianti sono incentivati dall'Unione europea con 200 miliardi di euro l'anno, incentivi caricati tutti sulle nostre bollette, perché chi prende soldi pubblici non è un imprenditore ma un prenditore e questi finanziamenti dureranno per altri 20 anni” - è quanto affermato invece da Monica Tommasi, presidente nazionale di Amici della Terra, storica associazione ambientalista con quasi mezzo secolo di storia sulle spalle.

“Tali impianti, hanno seri problemi, sia per quanto riguarda i costi che per la produzione, visto che sono fonti intermittenti, variabili, l'eolico produce energia elettrica in maniera non programmata 1500 ore all'anno, mentre gli impanti solari producono energia per poco più di mille ore l'anno a fronte di 8766 ore di cui è composto un anno solare, specifico che tali dati li ha forniti il GSE e non l'associazione che presiedo” - ha aggiunto.

“Il loro contributo – prosegue – fornisce circa il 5% del fabbisogno nazionale di energia, tra molti anni forse arriveremo al 10”.

“La nostra associazione non è schierata politicamente ma accusiamo una certa iposcrisia nei dibattiti pubblici, dove la sinistra accusa la destra di non fare nulla sulle rinnovabili, e anche se riconosciamo al governo meloni di aver messo in discussione la validità di tali fonti e criticato il 'Green Deal' emergetiche, nei fatti è stato il governo che ha installato più impianti FER, ormai si è creata una gran bolla di interessi industriali e le associazioni ambientaliste che spalleggiano tale causa hanno molta più visibilità mediatica rispetto a quelle che si oppongono”- ha concluso.

Infine è intervenuto Renato Narciso, presidente nazionale de L'Altritalia Ambiente, che ha fatto notare come “ogni ettaro di terreno sottratto all'agricoltura finisce col far mancare pasta per un fabbisogno di 1000 cittadini, visto che in Italia il consumo medio annuo per ogni cittadino è di 23,1 chili di pasta e di circa 41 chili di pane”.

“Ogni ettaro sottratto all'agricoltura – continua Narciso – significa rinunciare a 70 – 90mila kg di pomodoro da industria, oppure a 30mila kg di patate, o a 45mila di Cipolle, oppure tra i 40 – 55mila di Insalate / Lattughe, ancora 20 – 30mila kg di Frutteti e Vigneti, Mele / Pere tra i 35 – 50mila kg o uva da vino tra gli 8 e i 12mila l'anno, tra i 3 e i 6mila kg di olive (che si traducono in circa 450–900 kg di olio d'oliva) etc. Considerato che l'Italia importa più del 30% della sua produzione agricola, significa che la mancata produzione dovrà essere importata con enorme dispendio di energie e carburanti”.

“Un cambio d'uso dei territori che da agricoli passerebbero alla produzione energetica, un'economia drogata dai contributi pubblici che va a discapito del lavoro e della produzione di beni alimentari, una situazione che non è sostenibile” - ha tuonato.

"Noi siamo assolutamente per le rinnovabili, ma in alto, senza consumo di suolo, voglio citare la nota industria aerospaziale Leonardo, che nproprio nei giorni scorsi ha annunciato di aver installato tanti pannelli fotovoltaici grandi come 80 campi di calcio, la cosa a noi ha fatto molto piacere, visto che tali impianti sono stati installati in alto, sui tetti dei loro capannoni industriali, non consumando nemmeno in centimetro quadrato di suolo, quello è il fututo sostenibile” - ha concluso.

All'assemblea, presieduta da Francesco Pratesi, figlio del noto Fulco, nonché presidente della sezione di Italia Nostra - Maremma Toscana. erano presenti numerosi sindaci, presidenti di biodistretti, e di comitati spontanei sorti per difendere il territorio dall'invasione delle FER.

L'evento è stato organizzato da Stefano Augugliaro, presidente di Agriturist Lazio e del GAL. 

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