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- Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 19:15
Stati Uniti, gli eredi di Elvis Presley citano in giudizio Anthropic: "Ha violato il copyright di 274 brani per l'addestramento dell'IA"
La società che gestisce i diritti del Re del Rock chiede oltre 41 milioni di dollari di danni. Il colosso della tecnologia respinge le contestazioni e annuncia battaglia in tribunale.
Nuova offensiva legale contro i colossi dell'intelligenza artificiale per l'utilizzo non autorizzato di opere coperte da diritto d'autore: gli eredi di Elvis Presley hanno intentato una causa da oltre 41 milioni di dollari nei confronti di Anthropic, accusando la società tecnologica di aver impiegato 274 brani del leggendario artista per addestrare i propri modelli di IA senza alcuna licenza.
La citazione in giudizio, depositata il 23 ottobre e resa nota dalla rivista Billboard, è stata promossa da una divisione di Authentic Brands Group, la holding che detiene la gran parte della proprietà intellettuale legata a Presley, inclusi marchi, diritti d'immagine e catalogo musicale.
Tra le tracce oggetto del contendere figurano storici successi come "Can't Help Falling in Love", "A Little Less Conversation" e "Don't Be Cruel".
"I querelanti legati a Elvis vogliono far valere diritti esclusivi nei confronti di un convenuto che ha costruito l'intero modello di business sulla violazione del copyright su una scala mai vista prima", ha dichiarato l'avvocato principale della causa, Richard Busch, ribadendo la determinazione nel tutelare un patrimonio musicale iconico.
Di contro, Anthropic ha fatto sapere tramite un portavoce citato dal New York Times di respingere fermamente le contestazioni e di essere pronta a difendere la propria posizione nelle sedi giudiziarie.
La vicenda si inserisce nel solco delle numerose azioni legali avviate dalle multinazionali del patrimonio artistico e dalle etichette discografiche contro i developer di IA, i quali invocano la dottrina del "fair use" per giustificare l'acquisizione dei dati.
Il contenzioso arricchisce un panorama di sconti legali che vede già impegnate realtà come Suno, recentemente citata in giudizio dai principali colossi discografici mondiali e approdata a un intesa solitaria con Warner Music Group pur rimanendo in causa con UMG e Sony Music.
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