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- Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 18:50
Monti Simbruini, tagli ai boschi e quad selvaggi: vertice tra associazioni e Regione per salvare il Parco
Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness e Aigae incontrano la Direzione Ambiente del Lazio dopo la protesta di residenti ed escursionisti: "Servono controlli rigidi, stop ai tagli e compensazioni per i Comuni".
"Da anni assistiamo a un modello di gestione del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, che antepone attività economiche, turismo selvaggio e senza limiti, sfruttamento forestale ed eventi di richiamo alla missione stessa per cui un’area protetta esiste: conservare l’ambiente naturale e garantire la tranquillità della fauna selvatica.
Gli ultimi massicci tagli forestali, condotti senza alcuna considerazione dell’ambiente in cui vengono effettuati ed il trasporto del legname stesso hanno devastato prati e pianori a Livata, Campo dell’Osso, Valle Maiura e Campaegli e cancellato interi sentieri.
Centinaia di persone che vivono nel parco o lo frequentano regolarmente, hanno espresso la loro protesta su i social e attraverso le testate giornalistiche locali schierandosi a difesa del loro territorio.
Per discutere di questa situazione, il presidente di Salviamo l’Orso, Stefano Orlandini, ha incontrato, venerdì 23 ottobre, i vertici della Direzione Ambiente della Regione Lazio, insieme ai rappresentanti laziali di Mountain Wilderness (MW) e di AIGAE – Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, anch’essi preoccupati per la deriva che sta devastando la più grande e importante area protetta regionale.
All’incontro erano presenti il dirigente arch. F. Bisogni, il presidente del Parco, dott. Foppoli, e il direttore, dott. Federico De Angelis, fresco di nomina, che ringraziamo per la disponibilità al confronto. Mountain Wilderness era rappresentata da Gianluca Ugolini e AIGAE da Ilaria Maccarrone. In estrema sintesi, in merito alle situazioni segnalate, le controparti hanno riconosciuto:
- Che il taglio del bosco necessita, in effetti, di prescrizioni più stringenti relative alle modalità di esbosco e di trasporto del legname e che debbano essere comminate sanzioni alle ditte che non le rispettano.
- Che Guardiaparco e Carabinieri forestali debbano coordinarsi piu efficacemente per esercitare insieme il necessario e puntuale controllo delle ditte boschive e del loro operato ( conformità alle prescrizioni sia in termini di massa forestale estratta che di esbosco )
- Che lo sfruttamento forestale di alcune aree del Parco debba essere fermato, anche mediante l’affitto dei boschi, in modo da compensare i Comuni per i mancati introiti, così come già avviene in tutte aree protette del nostro Paese.
- Che le escursioni con i quad, segnalate dalle associazioni, non risultano autorizzate dal Parco, che si riserva di approfondire la questione e di adottare i necessari provvedimenti correttivi.
Le associazioni hanno poi ribadito la loro intenzione di collaborare con il nuovo direttore per ricreare un clima di fiducia nei confronti dell’Ente, a condizione che i buoni propositi non rimangano soltanto parole, ma si traducano, in tempi brevissimi, in segnali concreti di un’inversione di tendenza.
Il giorno successivo, sabato 24 ottobre, il Presidente di Salviamo l’Orso ha incontrato, a Cervara di Roma, i rappresentanti di alcuni comitati recentemente costituitisi nel territorio del Parco, a Livata e a Subiaco. Con loro ha discusso dell’incontro avvenuto il giorno precedente in Regione e delle iniziative che i comitati stanno intraprendendo per comprendere cosa stia accadendo su numerosi terreni gravati da uso civico, sulle cui modalità di sfruttamento occorre fare piena chiarezza al più presto".
E' quanto rende noto l'Associazione "Salviamo l'Orso".
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