Anche gli avvocati di Davide Fontana hanno presentato ricorso presso la Corte d'Appello contro la sentenza che ha condannato il loro assistito ad una pena pari a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Carol Maltese, la 27enne presa a martellate dallo stesso Fontana nella sua casa di Rescaldina (Milano) l'11 gennaio dello scorso anno.
La donna era stata poi sgozzata, fatta a pezzi e inserita in un congelatore a pozzetto per circa due mesi, e i suoi resti vennero dispersi in 15 sacchi in una discarica a cielo aperto in provincia di Brescia.
I legali di Fontana, che aveva confessato l'omicidio, hanno chiesto nuovamente che il loro assistito possa disporre del rito abbreviato, e ottenere lo sconto della pena di un terzo.
E' il secondo ricorso sul caso, dopo quello presentato dalla Procura di Busto Arsizio (Va), che è tornata a chiedere l'ergastolo due settimane fa. Secondo l'accusa, il Procuratore, Carlo Nocerino, ha riaffermato il sussistere di aggravanti come la premeditazione, la crudeltà e gli abbietti motivi.
Peraltro, i legali di Fontana avevano chiesto lo sconto di pena anche in primo grado, per due volte: la prima di queste è avvenuta davanti al Gup, che ha citato il decreto Salvini, secondo cui i reati per i quali è previsto l'ergastolo (tra i quali c'è anche quello d'omicidio) vanno esaminati dalla Corte d'Appello e non possono ottenere un rito abbreviato; la seconda, invece, è avvenuta davanti alla Corte d'Assise di Milano. In entrambi i casi, la richiesta è stata respinta.
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