Paul McCartney torna alle origini: il 29 maggio esce l'album confessione 'The Boys of Dungeon Lane'

L'ex Beatle annuncia il suo diciottesimo lavoro solista, un viaggio intimo nella Liverpool del dopoguerra. Già disponibile il primo singolo "Days We Left Behind": un racconto di sogni, chitarre economiche e l'amicizia con John e George.

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Giovedì 26 Marzo 2026
Roma - 26 mar 2026 (Prima Notizia 24)

L'ex Beatle annuncia il suo diciottesimo lavoro solista, un viaggio intimo nella Liverpool del dopoguerra. Già disponibile il primo singolo "Days We Left Behind": un racconto di sogni, chitarre economiche e l'amicizia con John e George.

A ottantatré anni, Sir Paul McCartney decide di spalancare le porte dei suoi ricordi più gelosamente custoditi. Il 29 maggio arriverà nei negozi e sulle piattaforme digitali "The Boys of Dungeon Lane", un progetto che lo stesso artista definisce come il suo disco più introspettivo e vulnerabile.

Non si tratta solo di una nuova raccolta di inediti, ma di un vero e proprio scavo archeologico nell'anima di un uomo che ha plasmato la cultura pop moderna, partendo però dai giorni in cui il mondo non sapeva ancora cosa fosse la Beatlemania.

Il disco ritrae Paul con una franchezza rara mentre mette in musica l'infanzia a Liverpool, la forza dei genitori e le prime scorribande con John Lennon e George Harrison.

Il cuore pulsante dell'album è racchiuso nel singolo apripista, "Days We Left Behind", una ballata essenziale che evoca i pomeriggi passati sul Mersey con un libro di birdwatching e le speranze di quattro ragazzi di periferia.

È lo stesso McCartney a spiegare la genesi di questo ritorno al passato: “Per me questa canzone è davvero un ricordo. Il titolo dell’album, The Boys of Dungeon Lane, deriva da un verso di questo brano. Stavo proprio pensando a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool.

C’è una parte nel mezzo che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non possedere molto”.

Nato quasi per caso cinque anni fa durante un tè con il produttore Andrew Watt, l'album è stato registrato senza pressioni tra il Sussex e Los Angeles, incastrando le sessioni tra le tappe di un lunghissimo tour mondiale.

In pieno spirito "McCartney I", Paul ha suonato gran parte degli strumenti, muovendosi tra il rock energico stile Wings, le inconfondibili armonie dei Beatles e ballate acustiche profondamente personali.

Oltre ai tuffi nella memoria, il disco non rinuncia alla sua celebre vena romantica, includendo nuove canzoni d'amore che portano la sua firma stilistica inconfondibile.

"The Boys of Dungeon Lane" promette di essere la "storia prima della Storia", il racconto di come una rivoluzione culturale sia nata tra bar pieni di fumo e chitarre di poco prezzo.


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