Piantedosi, problema migratorio è europeo, necessaria gestione comune
'Non c’è, da parte del governo, alcun tentativo di criminalizzare queste organizzazioni. Purchè, però, la loro azione non sia tesa deliberatamente a configurarsi come un’azione contro il governo'.
(Prima Notizia 24)
Lunedì 19 Dicembre 2022
Roma - 19 dic 2022 (Prima Notizia 24)
'Non c’è, da parte del governo, alcun tentativo di criminalizzare queste organizzazioni. Purchè, però, la loro azione non sia tesa deliberatamente a configurarsi come un’azione contro il governo'.
Quella dei migranti “è una faccenda difficilissima da gestire. Perchè il fenomeno, almeno in queste proporzioni, è relativamente recente, perchè è sempre cangiante, perchè richiede convergenze e intese a livello internazionale e si scontra spesso, però, con la divergenza degli interessi dei vari stati coinvolti”.

A dirlo, in un'intervista rilasciata al Foglio, è il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.

In merito alla polemica con le ong e alle possibili ingerenze da parte di servizi segreti, “francamente, di fronte alla pervicacia della volontà mostrata da alcune ong di forzare le regole e le leggi dello stato, di porre sotto stress le relazioni tra paesi amici, di adottare condotte che vanno di gran lunga oltre i meri intenti umanitari, non mi sento di escludere fino in fondo che possa esserci una regia più alta che risponde a disegni più ampi. Ma in Italia si finisce presto, poi, col lasciarsi suggestionare dalle trame occulte, dai servizi deviati. Quindi meglio non alimentare queste narrazioni”.

In ogni caso, prosegue il Ministro, “non c’è, da parte del governo, alcun tentativo di criminalizzare queste organizzazioni. Purchè, però, la loro azione non sia tesa deliberatamente a configurarsi come un’azione contro il governo. In quel caso non possiamo restare passivi. Le accuse che ci vengono rivolte sul piano umanitario sono, devo dirlo, quelle che trovo più disdicevoli. Ma a dimostrazione che non è quella della criminalizzazione, la nostra bussola, posso anticipare che nel prossimo codice di comportamento per le ong, che contiamo di definire nelle prossime settimane, abbiamo l’ambizione di procedere a rafforzare le sanzioni amministrative anzichè perseguire la via penale, com’è stato fatto nel recente passato”.

“Quelli effettuati dalle ong rappresentano, nel complesso, il 10 15% degli sbarchi complesivi”, continua, tuttavia “non si può non vedere che la presenza delle ong nel Mediterraneo costituisce un fattore di attrazione, un incentivo alle partenze”.

In ogni caso, aggiunge il titolare del Viminale, “il problema migratorio è un problema europeo, nessun paese può illudersi di affrontare con le sue sole forze. Ma al di là di chi ha più ragioni di altri, sono convinto che all’interno dell’Unione non si possa che perseguire quello che definirei un approccio olistico, e cioè sforzarsi di gestire questo fenomeno così complesso e sfaccettato in tutti i suoi aspetti, contemperando le istanze dei vari paesi e coordinando le azioni degli stati membri”.

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