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In questi ultimi mesi sicuramente avrete sentito parlare di PNRR. Questa sigla è diventata lentamente di uso comune, data la sua onnipresenza nei notiziari, sui giornali e nell’informazione più generale. Piano nazionale di ripresa e resilienza, questa è la versione estesa della sigla di cui parliamo oggi, il documento redatto dal governo italiano che punta ad ambiziosi traguardi, legati anche al settore dell’intrattenimento.
Questo documento non sempre viene approfondito come si dovrebbe, infatti sono in tanti che, seppure ne abbiano sentito parlare quasi ogni giorno negli ultimi tempi, non sanno esattamente di cosa si tratti. Il PNRR, in parole molto semplici, è il piano che il nostro governo ha elaborato per mostrare come saranno utilizzati i fondi del Next Generation EU.
Approfondendo questo documento, ci troveremo descritti tutti i progetti e le aree su cui l’Italia intende investire per incentivare e stimolare la crescita del nostro paese. Gli obiettivi di questo articolato e complesso Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono suddivisibili in 6 missioni di vitale importanza:
Queste sono le sei missioni che possiamo individuare in questo piano, andiamo però più nel dettaglio per comprendere come si possa legare tutto questo all’intrattenimento.
Quando parliamo di intrattenimento pensiamo tutti immediatamente alle tante forme diverse di modi per divertirsi e, appunto, intrattenersi. I vari modi con cui ci intratteniamo tutti i giorni ovviamente non vengono prodotti dal nulla, ma sono il frutto del lavoro di tantissime persone, tutti i giorni in tutta Italia e più in generale nel mondo.
Questo settore prende il nome generico di industria dell’intrattenimento e, come ogni altro comparto economico del nostro paese, muove importanti capitali. I rapporti più recenti hanno indicato come l’intero comparto dei media e dell’intrattenimento vale fino a circa 30 miliardi di euro all’anno.
Con un valore così elevato è quasi ovvio che il governo sia interessato alla sua tutela, per la ricchezza che genera e per il lavoro che fornisce a tanti italiani. In questa ottica il PNRR include nelle sue missioni la tutela della cultura, che è anche intrattenimento, e la sua innovazione.
Come abbiamo capito dunque l’industria dell’intrattenimento è tutt’altro che qualcosa di secondario o comunque da tralasciare, nell’ottica di un’ampia manovra quale è quella del PNRR che andrà a condizionare in modo considerevole il nostro prossimo futuro.
In questa vasta industria che è quella dell’intrattenimento ovviamente abbiamo tantissime tipologie diverse, che vanno a creare il quadro generale. Abbiamo per esempio la ben nota industria cinematografica, quella che ogni anno sforna tutti quei prodotti che poi noi consumatori andiamo ad apprezzare al cinema, ma anche in tv o sulle più note piattaforme di streaming.
Ma possiamo anche menzionare i ben noti casinò online, i cui migliori possiamo trovare elencati nella classifica di time2play.com. Qui possiamo trovare i migliori siti di questo tipo dove chiunque può tentare la sorte e provare a guadagnare una sorta di reddito extra oltre quello lavorativo.
Ma non bisogna andare troppo lontano, ogni programma televisivo che vediamo ogni giorno comodi sul divano o mentre mangiamo, fa parte di questa industria. Con migliaia di lavoratori e maestranze che devono essere dunque inclusi anch’essi nel PNRR.
Abbiamo dunque parlato molto di progetti, intrattenimento, industria, mondo digitale e sviluppo, ma a conti fatti quanti sono i fondi che spettano all’Italia? Il PNRR è infatti solamente un documento, un piano strategico del nostro governo, che rimane poco utile senza il giusto apporto di fondi.
Per stabilire quale sarebbe stato l’importo definitivo dei fondi per l’Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato accuratamente analizzato dalla Commissione Europea, uno degli organi più importanti nella gestione politica ed economica dell’Unione Europea. Lo scorso giugno, la Commissione ha valutato positivamente il documento redatto dal governo italiano e questo elemento è stato essenziale per l’erogazione dei circa 190 miliardi per il nostro paese e per il suo sviluppo.
La cifra assume ancora maggiore valore se si pensa che per tutta l’Unione Europea i fondi stanziati sono circa 672 miliardi. Questo vuol dire che per il piano italiano, e in parte anche per l’industria del nostro intrattenimento, saranno stanziati oltre il 25% dei fondi totali.
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