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  • Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 13:40

Proteste in Francia, il premier Lecornu ordina coprifuoco parziali. Tensione a Parigi, bloccato l'accesso al Louvre

Devastate oltre tremila attività commerciali tra Parigi, Marsiglia e Lione. Macron riconosce le "carenze" nell'ordine pubblico ma respinge le dimissioni del ministro Nuñez.

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Di fronte all'ondata di caos, saccheggi e scontri di piazza che ha travolto Parigi e diverse altre metropoli francesi a margine delle manifestazioni contro il carovita, l'esecutivo transalpino corre ai ripari. Al termine di un vertice d'urgenza dell'unità di crisi interministeriale, il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato di aver dato disposizione ai prefetti di decretare "coprifuoco parziali e localizzati" mirati a proteggere i quartieri dello shopping e i distretti commerciali.

La misura punta a contenere l'azione dei gruppi violenti dopo un fine settimana drammatico. Il bilancio provvisorio presentato dal capo del governo conta oltre 3.000 attività commerciali vandalizzate o saccheggiate in tutto il Paese, in particolare nelle città di Parigi, Marsiglia, Lione e Bordeaux.

Per contenere l'impatto economico sui negozianti e sui lavoratori colpiti dalla furia dei casseurs, Lecornu ha garantito l'attivazione immediata della cassa integrazione al 100% a carico dello Stato e lo sblocco di un fondo di sostegno finanziario straordinario per garantire la liquidità necessaria al settore del commercio in vista delle festività natalizie.

Mentre il governo studia le misure di contenimento, la protesta ha toccato anche i luoghi simbolo della cultura parigina: stamani, l'accesso al Museo del Louvre è stato bloccato da una cinquantina di studenti dell'École du Louvre e dell'École des Beaux-Arts scesi in piazza a sostegno del movimento studentesco e dei liceali, provocando la chiusura dell'impianto museale.

La mobilitazione giunge peraltro nel primo anniversario del clamoroso furto dei gioielli della Corona avvenuto all'interno della struttura, mentre le sigle organizzatrici dei "gilet gialli" hanno già preannunciato un "secondo atto" delle manifestazioni nazionali per il prossimo fine settimana.

Le devastazioni hanno innescato una pesante bufera politica all'interno della compagine di governo. Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez e il ministro della Giustizia Gérald Darmanin hanno ammesso apertamente il fallimento della gestione della piazza e i deficit di intelligence nel prevedere le mosse dei gruppi di estrema sinistra, con Nuñez che ha dichiarato come in alcune città le forze dell'ordine abbiano "perso il controllo".

Il titolare del Viminale francese ha presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, il quale, pur criticando duramente le "carenze nella pianificazione e nell'intelligence", le ha respinte per garantire la continuità nell'azione di sicurezza, ordinando un'indagine interna sulle lacune operative e l'adozione di nuovi protocolli di intervento per contenere la crisi.

Sul fronte giudiziario, intanto, si contano oltre 2.300 fermi di polizia compiuti durante il fine settimana, con decine di persone già sottoposte a custodia cautelare in vista dei processi per direttissima.

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