
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 16 Ottobre 2026, 20:50
Donne: Lella Golfo, serve più presenza femminile in materie esterne
La presidente della Fondazione Bellisario, sottolinea la loro 'importanza nel campo della geopolitica e nel lavoro, evidenziando la necessità di supporto educativo e professionale
(Foto: Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario)
di Renato Narciso
Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, ha risposto ad alcune domande poste da PrimaNotizia24, nel corso del convegno “Geopolitica dell'Incertezza", che si tiene oggi, 16 ottobre 2026 e domani 17, presso le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia.
D. Qual è il ruolo delle donne in quest'Europa che si sta inoltrando in questo “oceano geopolitico” nuovo?
R. In “materie esterne” in Italia sno solo un misero 16%. Non si possono lasciare fuori le donne da questa rivoluzione culturale che ci sarà, anzi che è in atto, quindi il Nostro compito come Fondazione è proprio spingere in questa direzione.
D. Ritiene che tale situazione sia dovuta all'ostracismo maschile?
R. No, credo sia un problema familiare, culturale, molte famiglie fino ad ora vedevano la figlia in ruoli più dimessi, più consoni alla femminilità, ma ora il mondo è cambiato, e non possiamo lasciare fuori la metà del mondo, visto che le donne ragionano in un certo modo e pongono anche i problemi in un altro modo, hanno diverse capacità di relazionarsi, innovative. Io penso sempre che se al posto di Putin e Trump, ci fossero state 2 donne, assisteremmo a quello che stiamo assistendo? Anche se donne al governo di vari Paesi in passato ci sono state... Per tornare alle materie esterne secondo me sin dall'asilo si dovrebbero incoraggiare le bambine a seguire quel percorso di studi, anche con gochi e tutto quello che si può fare, tant'è vero che oggi vediamo che una ragazza laureata in materie esterne subito trova lavoro, molto più delle altre. Anche la società ha bosogno di tali figure. Sono scuola e famiglia che dovrebbero aiutare in questo, e noi come Fondazione Bellisario premiamo ogni anno 3 ragazze laureate in ingegneria nei vari settori. Lo facciamo dal 1989 e allora trovammo solo una donna laureata in ingegneria elettronica con 110 e lode, oggi ce ne sono tante, ma non sono sufficienti nella realtà in cui siamo e andremo, secondo me bisogna fare uno sforzo. Domani presenteremo 20 ragazze che hanno idee innovative. Quest'anno abbiamo premiato varie aziende che hanno assunto donne e inserite in ruoli chiave, sono state individuate Leonardo, a Terna e alla Ferrovie dello Stato. Diamo così la possibilità alla ragazze di inserirsi nel mondo del lavoro, anche se spesso quando le ritroviamo sono già sistemate, perché le aziende se le accaparrano subito, visto che professionalmente sono molto valide.
D. Si parla di riarmo dell'Europa, come vede le donne in questo ambito particolare come quello con le stellette?
R. Conosco una ragazza ucraina che faceva la cameriera in Italia, e quando è arrivata la chiamata, cioè di tornare a casa per combattere, lei non ci ha penato nemmeno un secondo, ha detto il mio posto è lì, io devo andare. Io non dico che le donne devono fare la guerra, però questo mi dice alla fine che c'è questo spirito di difesa. Anche perché la guerra moderna non s fa più solo con il fucile, ma si fa con attrezzature sofisticatissime e dovrebbero occupare lo stesso spazi che occupano gli uomini, e forse in quei momenti, ragionando con la mentalità femminile, si possono applicare soluzioni diverse, più moderate, giungendo a conclusioni con impronta più femminile che maschile, visto che i maschi sono più propensi a usare i muscoli, le donne più il cervello e la pacatezza tipica di chi ha i figli, ha un modo di pensare, esprimersi e lavorare in maniera diversa, secondo me.
D. Lei ha parlato di famiglia, è un caso che nei Paesi ove la donna riveste ruoli più determinanti all'interno della società, la curva demografica sia particolarmente bassa rispetto ad altri Paesi ove la donna è relegata alla gestione della casa?
R. La famiglia è cambiata, il problema che la società non può mettere da parte le donne, perché la denatalità non dipende dalla donna che non vuol far figli, ma la donna non ce la fa economicamente, per cui dopo messo al mondo un figlio, non hanno a chi lasciarlo, cominciano a ragionare sull'opportuità di procreare ancora, le scuole non funzionano come dovrebbero, non hanno il tempo pieno e dopo le 14:00 una madre che lavora è in palese difficoltà. Quindi le donne vanno aiutate. Voglio aggiungere che questo evento è completamente diverso rispetto agli eventi a cui siamo abituati, dove un relatore parla e poi se ne va dopo gli applausi di rito, questo invece è un evento interattivo, dove ognuna di loro parla e poi si confronta con le altre partecipanti al tavolo di lavoro. Mi auguro che questi 2 giorni di lavoro siano un riassunto di idee e di progetti che vorremmo portare al governo perché il Nostro scopo non è solo chiacchierare.
D. Per concludere, la Meloni con la nuova Legge elettorale ha abolito le quote rosa, cosa ne pensa?
R. Con la Meloni ho da sempre un contenzioso aperto a proposito delle quote rosa, abbiamo 2 visioni opposte su questo punto. Lei parte dal presupposto che le donne devono galoppare e farsi votare come è accaduto per lei. Ritengo però giuste le preferenze. Le quote rosa sono nate in un momento in cui le donne rappresentavano solo il 5,6% nei consigli di amministrazione delle grandi aziende a fronte del 57% di laureati italiani. Tale Legge è stato un “antibiotico” dato al maschilismo.
D. Serve ancora questo antibiotico?
R. Molte cose sono cambiate, ora le donne in politica sono al 33% nel Parlamento, una quota enorme rispetto al passato. Ma una rompiscatole come me non la ricandiderebbero mai...
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