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Ambiente

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 13:20

COP17 di Yerevan, l'allarme dell'Onu sulla biodiversità: "Progressi insufficienti, serve un cambio di passo"

La direttrice esecutiva della Convenzione Schomaker presenta il rapporto sulle azioni per il 2030: mobilitazione evidente ma ritmi inadeguati. Il richiamo di Guterres contro i combustibili fossili.

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Un monito chiaro e diretto sui ritardi accumulati nella salvaguardia degli ecosistemi arriva da Erevan, in Armenia, dove sono in corso i lavori della COP17 dedicata alla tutela della biodiversità. La vertenza planetaria ripropone la centralità della natura nella lotta alla crisi climatica, evidenziando il divario tra gli impegni sottoscritti dalle nazioni e i risultati concreti finora ottenuti.

Dal palco della conferenza, la direttrice esecutiva della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, Astrid Schomaker, ha tracciato il bilancio delle strategie globali presentando il nuovo documento di monitoraggio: “Per la prima volta mettiamo a nudo il nostro progresso collettivo. A metà strada verso il 2030, il rapporto 'State of Biodiversity Action', appena pubblicato, offre un quadro chiaro di quanto è stato attuato dall’adozione del quadro di riferimento. Emerge una mobilitazione degna di nota, ma anche un lavoro ancora in gran parte da completare. Il rapporto globale ci dice che i progressi non stanno avvenendo né al ritmo né su una scala adeguati alle nostre necessità”.

Il richiamo di Erevan si inserisce nel solco degli allarmi già lanciati vertici delle Nazioni Unite. Nei giorni scorsi, lo stesso segretario generale dell'Onu, António Guterres, aveva denunciato che la persistenza negli investimenti sui combustibili fossili equivale a una forma di "suicidio collettivo". Una riflessione che i delegati estendono direttamente alla biodiversità, la cui tutela resta spesso ai margini del dibattito pubblico globale nonostante il rischio imminente di estinzioni di massa e il progressivo degrado delle risorse naturali.

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