
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 19 Ottobre 2026, 13:35
Sanità, il monito della Corte dei Conti: "Sulle liste d'attesa criticità strutturali, gli aumenti di fondi non bastano"
Relazione della magistratura contabile sulla spesa sanitaria: a fronte di 1,8 miliardi stanziati per il periodo 2022-2025, ne sono stati spesi 1,58. Carenze di personale e disomogeneità regionali frenano i risultati.
I tempi di attesa per accedere alle prestazioni sanitarie continuano a rappresentare "una criticità strutturale del sistema sanitario" italiano, non più riconducibile soltanto alle code nate durante l'emergenza pandemica, ma legata a carenze gestionali, organizzative e di programmazione.
È il quadro tracciato dalla Corte dei Conti nella sua ultima relazione tematica dedicata all'efficacia dei provvedimenti e delle risorse per l'abbattimento delle liste di attesa nel Servizio sanitario nazionale.
I giudici contabili evidenziano come la sola leva finanziaria non sia stata sufficiente a risolvere i ritardi: nonostante il rafforzamento delle coperture, "persistono difficoltà attuative, carenze di personale e differenze territoriali che limitano l'efficacia degli interventi".
La relazione rileva che "l'incremento dei finanziamenti non ha sempre prodotto risultati proporzionati in termini di prestazioni erogate e riduzione dei tempi di attesa".
Analizzando la spesa nel dettaglio, per il periodo 2022-2028 le risorse stanziate superano i 3,71 miliardi di euro. Guardando invece al quadriennio 2022-2025, sui circa 1,845 miliardi assegnati dallo Stato ne risultano effettivamente utilizzati circa 1,58 miliardi. Un monitoraggio reso peraltro complesso dai flussi informativi arrivati dai territori: "La scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni rendono tuttavia non agevole una puntuale valutazione dell'impiego dei fondi e dei risultati conseguiti".
I riflettori della magistratura contabile si concentrano anche sull'attuazione del decreto legge 73 del 2024 e sull'operatività della Piattaforma nazionale delle liste di attesa (Pnla). Dall'analisi dei dati di interoperabilità emergono disallineamenti significativi nell'impiego della classe di priorità "P" (programmata), forti divari tra prescrizioni e prenotazioni e ritardi nel primo contatto con i Centri unici di prenotazione (Cup).
Per superare la carenza di medici e specialisti e decongestionare i presidi ospedalieri, la Corte sollecita il rapido completamento della riforma della medicina territoriale prevista dal Dm 77 e dal Pnrr, chiedendo al contempo un giro di vite sui controlli: "Occorre altresì rendere più efficaci i meccanismi di responsabilizzazione, individuando con tempestività le inadempienze, applicando le sanzioni previste ed esercitando, al ricorrere dei relativi presupposti, i poteri sostitutivi".
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