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- Roma - Martedì 19 Maggio 2026
Putin vola in Cina: "Relazioni con Pechino a livelli senza precedenti, lavoriamo per la pace". Cremlino: al via esercitazioni militari nucleari
Mentre l'esercito russo simula l'uso di forze atomiche in caso di aggressione, il leader del Cremlino atterra da Xi Jinping per blindare l'asse strategico. Il governo cinese nega i dubbi sulla guerra in Ucraina: "Pura finzione".
I riflettori della geopolitica mondiale si spostano sull'Estremo Oriente. In concomitanza con una nuova fase di fortissima tensione militare sul terreno, il presidente russo Vladimir Putin si reca in Cina per cementare un'alleanza strategica che la leadership del Cremlino considera incrollabile.
Parallelamente ai movimenti diplomatici verso Pechino, l'apparato bellico di Mosca ha avviato una imponente dimostrazione di forza interna: l'esercito russo inizierà oggi tre giorni di manovre speciali sulle armi nucleari, un'operazione che coinvolgerà migliaia di soldati dislocati in tutto il Paese, proprio mentre Kiev intensifica la propria controffensiva mediante costanti attacchi con i droni.
I dettagli tecnici delle attività belliche sono stati ufficializzati tramite una nota ufficiale dei vertici militari russi: "Dal 19 al 21 maggio 2026, le Forze Armate della Federazione Russa conducono un'esercitazione sulla preparazione e l'uso delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione", ha dichiarato il ministero della Difesa.
Sul fronte diplomatico, Putin ha voluto disinnescare i timori occidentali legati alla nascita di un blocco contrapposto alla Nato, inviando un videomessaggio ufficiale alla vigilia del suo arrivo nella capitale cinese. L'alleanza Russia-Cina non è "diretta contro nessuno", poiché i due Paesi lavorano per "la pace e la prosperità universale", fornendo un contributo importante alla risoluzione di questioni globali e regionali, ha affermato il capo di Stato russo, in dichiarazioni riprese dall'agenzia Tass. "La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo fondamentale di stabilizzazione a livello globale. Le relazioni tra Mosca e Pechino hanno raggiunto un livello senza precedenti, che si riflette nella loro disponibilità a sostenersi reciprocamente su questioni chiave, inclusa la tutela della sovranità".
Nello sviluppo del suo discorso, l'inquilino del Cremlino ha sottolineato l'allineamento dei due governi nel contrastare l'unilateralismo occidentale e nel preservare l'attuale impianto delle istituzioni internazionali: "È in questo spirito che Mosca e Pechino agiscono in modo coordinato per difendere il diritto internazionale e delle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza, completezza e interconnessione. Sosteniamo una cooperazione attiva attraverso le Nazioni Unite, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, i Brics e altri enti multilaterali, fornendo un contributo sostanziale alla risoluzione delle urgenti sfide globali e regionali".
La ricorrenza storica offre inoltre lo spunto per ribadire la solidità del patto bilaterale tra le due potenze: "Vorrei ricordarvi che 25 anni fa, Russia e Cina hanno firmato il Trattato di buon vicinato e di cooperazione amichevole, che ha gettato solide basi per una relazione genuinamente strategica e un partenariato globale a beneficio dei nostri Paesi e dei nostri popoli – ha detto ancora Putin – Oggi, le relazioni tra Russia e Cina hanno raggiunto un livello davvero senza precedenti", ha dichiarato.
Secondo l'analisi del leader russo, la natura speciale del rapporto entre Mosca e Pechino si riflette "nell'atmosfera di reciproca comprensione e fiducia, nell'impegno a perseguire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa ed equa, a condurre un dialogo rispettoso e a sostenersi a vicenda su questioni che riguardano gli interessi fondamentali di entrambi i Paesi, inclusa la tutela della sovranità e dell'unità statale".
Sullo sfondo del summit bilaterale si muovono però le indiscrezioni della stampa anglosassone, pronte a svelare presunti retroscena legati ai canali diplomatici tra Cina e Stati Uniti. Stando a quanto rivelato dal Financial Times, durante uno dei colloqui privati intercorsi con il presidente statunitense Donald Trump, il presidente cinese Xi Jinping avrebbe confidato che il leader russo Vladimir Putin potrebbe un giorno "pentirsi" dell'invasione dell'Ucraina.
La tesi del quotidiano finanziario sostiene che Xi avrebbe espresso a Trump profondi dubbi in merito ai costi strategici e macroeconomici a lungo termine che la guerra comporterà per Mosca, pur senza arrivare a prendere अाpertamente e pubblicamente le distanze dalla Federazione Russa. Pechino, del resto, mantiene formalmente una posizione di rigorosa neutralità sul conflitto, rimanendo però il principale partner diplomatico ed economico di riferimento per il Cremlino.
La ricostruzione giornalistica ha suscitato l'immediata e piccata smentita da parte delle autorità cinesi, che hanno rigettato in blocco l'intera indiscrezione: la notizia è "pura fantasia", ha affermato il portavoce del ministero degli Exteriore cinese, Guo Jiakun, nel corso della consueta conferenza stampa con i corrispondenti internazionali. "L'informazione a cui si riferisce contraddice i fatti ed è pura finzione", ha osservato il diplomatico, blindando l'assoluta compattezza dell'asse Pechino-Mosca in vista dei colloqui dei prossimi giorni.
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