Ultim’ora

Ascolta il giornale radio

Ambiente

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 21:00

Rinnovabili: L'Altritalia parteciperà al convegno nella Tuscia sulle rinnovabili selvagge

Organizzato dal comitato di Bagnoregio e da comuni, biodistretti e organizzazioni agricole e turistico ricettive, culturali, ambientali e di tutela del paesaggio, l'iniziativa ha lo scopo di evidenziare le criticità legate all'installazione di impianti FER nella provincia viterbese

 

Condividi questo articolo

L’Altritalia Ambiente parteciperà con una sua delegazione, guidata dal presidente nazionale e dal responsabile della regione Lazio, al convegno che si terrà venerdì 23 ottobre 2026, a partire dalle ore 16:00, presso la Sala Ex Cinema Enal ubicata in via Giacomo Matteotti 2, sulle energie rinnovabili.L

Il convegno, dal titolo: "La Tuscia ha già dato per tutti. A che punto è la Legge sulle aree idonee del Lazio?", è stato promosso e sostenuto, assieme al Comitato di Bagnoregio, da Comuni, Biodistretti, Organizzazioni agricole e turistico ricettive, culturali e di tutela del paesaggio e da Comitati e Associazioni ambientaliste.

Tra queste oltre L’Altritalia, Italia Nostra, ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane), Amici della Terra e TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione). 

Tra le organizzazioni agricole troviamo le maggiori associazioni di agricoltori, come Coldiretti, Confagricoltura, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli), Biodistretto Via Amerina e delle Forre, e di albergatori come Federalberghi.

Durante il convegno saranno analizzati e discussi tutti i problemi e le criticità legate all’installazione selvaggia di impianti di produzione energetica.

Nonostante l’ampia partecipazione all’assemblea del 28 marzo 2026 a Montefiascone (VT) e le concrete proposte elaborate, si rende necessaria una nuova mobilitazione per impedire che la speculazione energetica devasti la Tuscia.

Anche se cittadini e autorità della provincia hanno a cuore la salvaguardia del territorio, della sua identità, della vita e della salute delle persone, a livello regionale manca ancora un piano regolatore per l’installazione delle FER che garantisca l’equa distribuzione territoriale degli impianti, tutelando il paesaggio agrario e naturale e salvaguardando il patrimonio culturale, turistico e agroalimentare dei territori.

Questo vuoto normativo ha determinato che, nella provincia di Viterbo e nella Tuscia in generale, siano già stati realizzati più dell'80% degli impianti rinnovabili (eolico, fotovoltaico a terra e agrivoltaico) previsti come obiettivo per l’intero Lazio al 2030.

In più i criteri di collocazione, dimensioni e potenza degli impianti realizzati hanno seguito logiche unicamente di speculazione energetica e guadagno senza tener conto delle realtà agricole, turistiche e culturali del territorio o dell'impatto ambientale.

Un numero infinito di ulteriori progetti da realizzare nella Tuscia è in attesa di autorizzazione al Ministero dell'Ambiente o alla Regione Lazio.

Se venisse realizzato comprometterebbe in maniera irreversibile le attività turistiche, agricole e culturali del territorio oltre che l'equilibrio dell'ecosistema e la bellezza del suo paesaggio.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24