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- Roma - Mercoledì 20 Maggio 2026
Stati Uniti: accordo blindato fra Trump e il Fisco, stop alle verifiche sul Presidente e sulla sua famiglia
Il Dipartimento di Giustizia estende in segreto le tutele per il tycoon in cambio del ritiro della maxi-causa da 10 miliardi di dollari contro l'Irs. Istituito un fondo da 1,78 miliardi per risarcire gli alleati colpiti dalle inchieste dell'amministrazione Biden. Critiche anche dai repubblicani.
Un nuovo e clamoroso colpo di spugna legale ridefinisce i rapporti tra la Casa Bianca e le autorità fiscali degli Stati Uniti, sollevando un'ondata di polemiche nel panorama politico di Washington. Il Dipartimento di Giustizia ha segretamente ampliato l'accordo fra Donald Trump e l'agenzia delle entrate americana includendo una clausola che impedisce all'Internal Revenue Service (Irs) di avanzare pretese fiscali nei confronti del presidente, della sua famiglia e delle sue attività.
I dettagli del protocollo blindato blindano la posizione patrimoniale del leader conservatore e dei suoi congiunti da qualsiasi contenzioso retroattivo o futuro legato alla precedente gestione finanziaria. Nello specifico, la clausola prevede che all'Irs sia "permanentemente precluso" di rivendicare qualsiasi pretesa o richiesta di risarcimento danni che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata nei confronti di Trump prima del raggiungimento dell'accordo.
Il patto transattivo tra la presidenza e i vertici della riscossione si inserisce in una complessa manovra di scambio legale mirata a chiudere i fronti giudiziari rimasti aperti dopo lo scorso mandato.
L'intesa è stata raggiunta nell'ambito del ritiro da parte del presidente della causa da 10 miliardi contro l'agenzia e la creazione di un fondo 'anti-strumentalizzazione' da 1,78 miliardi di dollari per risarcire gli alleati di Trump finiti ingiustamente nel mirino del Dipartimento di Giustizia di Joe Biden.
L'operatività di questo conto speciale ha scatenato forti perplessità non solo tra le fila dell'opposizione democratica, ma anche all'interno dello stesso schieramento conservatore. L'accordo ha sollevato molte critiche anche fra i repubblicani, che vedono con scetticismo la possibilità che gli alleati del presidente, inclusi gli assalitori del 6 gennaio, possano essere risarciti con soldi dei contribuenti.
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