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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Striscia di Gaza, l'Onu: "Israele prende di mira i bambini, sta commettendo un genocidio"

I vertici di Tel Aviv hanno respinto le accuse, ritenendole "diffamatorie". 

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Gli investigatori della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite hanno depositato un documento integrativo in cui si formalizzano accuse di estrema gravità a carico delle autorità di Tel Aviv.

Secondo le risultanze raccolte dall'organo ispettivo, le operazioni belliche all'interno della Striscia avrebbero assunto una natura tale da configurare una precisa responsabilità penale internazionale. Gli esperti ONU hanno infatti spiegato che "bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane".

Una condotta che, stando alle tesi della delegazione, rappresenterebbe l'elemento centrale per dimostrare "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la più ampia comunità palestinese a Gaza". La reazione dei vertici israeliani è stata immediata e improntata al totale rifiuto delle tesi dell'ONU.

I portavoce governativi hanno risposto duramente ai rilievi della commissione istituzionale, definendo il testo diffamatorio e descrivendolo come una "farsa calunniosa".

La diplomazia dello Stato ebraico ha ribaltato le accuse, sostenendo che gli ispettori abbiano scelto di non considerare "le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani". Nonostante la netta contrapposizione, il team delle Nazioni Unite ha ribadito che vi sono "ragionevoli motivi" per ritenere che le forze sul campo abbiano "continuato a commettere il crimine di genocidio" nella regione, basando le proprie deduzioni sull'esame dei decessi infantili prevenibili causati dal blocco logistico e sanitario delle scorse stagioni.

Il quadro statistico delineato dagli investigatori presenta contorni drammatici sul piano umanitario e demografico. Il report quantifica gli effetti dei primi ventiquattro mesi di operazioni belliche, registrando la perdita di almeno 20.179 giovani vite e il ferimento di oltre 44.000 minori.

Nelle conclusioni del gruppo d'inchiesta, questa condotta sistematica non sarebbe una conseguenza collaterale dei combattimenti, ma risponderebbe alla precisa finalità di compromettere a lungo termine la sopravvivenza stessa della popolazione locale.

I funzionari delle Nazioni Unite hanno formalizzato questa posizione all'interno di una nota ufficiale, in cui si evidenzia la responsabilità estesa degli apparati militari e politici: "Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, provocando genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania", ha affermato il team in una dichiarazione.

L'indagine si conclude con la mappatura dei reparti d'armata che si sono succeduti nelle operazioni e con la denuncia di un parallelo incremento delle violenze perpetrate dai coloni a danno dei minori nei territori della Cisgiordania.

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