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- Roma - Giovedì 18 Giugno 2026
Terrore in una villa dell'Impruneta: imprenditrice della moda rapinata in casa, bottino da 600 mila euro
Una banda di quattro rapinatori ha assaltato la villa dell'imprenditrice Daniela Fargion a Impruneta, portando via beni per 600 mila euro.
Momenti di paura all'Impruneta, alle porte di Firenze, dove una banda composta da quattro persone ha fatto irruzione nella villa dell'imprenditrice della moda Daniela Fargion. I malviventi sono entrati nell'abitazione approfittando di una porta finestra e, una volta all'interno, hanno raggiunto le camere da letto sorprendendo gli occupanti della casa. L'azione è stata rapida e pianificata nei minimi dettagli. I rapinatori hanno radunato le persone presenti in un'unica stanza, minacciandole e impedendo qualsiasi possibilità di reazione.
Vittime immobilizzate e minacciate
Secondo quanto raccontato dalla stessa imprenditrice, i banditi indossavano passamontagna e guanti e avrebbero agito con estrema determinazione. Dopo aver raggiunto le vittime, le avrebbero minacciate utilizzando pistole e spranghe, per poi immobilizzarle con fascette da elettricista. "È la quarta rapina in dieci anni", ha raccontato Daniela Fargion, ancora profondamente scossa da quanto accaduto. La donna, 65 anni, si trovava nella villa insieme ad alcuni collaboratori domestici quando il gruppo è entrato in azione.
Un bottino da centinaia di migliaia di euro
L'obiettivo dei malviventi erano gli oggetti di valore custoditi all'interno dell'abitazione. In pochi minuti la banda è riuscita a impossessarsi di gioielli, oro, borse di lusso e denaro contante. Secondo una prima stima fornita dall'imprenditrice, il valore complessivo della refurtiva si aggirerebbe intorno ai 600 mila euro. Una cifra che richiama quanto accaduto anni fa, quando la stessa villa fu presa di mira da un'altra banda che riuscì a portare via beni per un valore analogo.
La minaccia durante la rapina
Tra i momenti più drammatici dell'assalto, il confronto diretto tra uno dei rapinatori e la proprietaria della villa. "Uno dei quattro parlava italiano ma con accento dell'Est: mi ha detto che mi avrebbe sparato al ginocchio se non gli avessi detto dove erano i soldi", ha raccontato l'imprenditrice. Parole che testimoniano il clima di forte tensione vissuto durante quei minuti e che hanno lasciato la donna sotto choc.
In casa c'era anche un bambino di due anni
Al momento della rapina all'interno della villa era presente anche il nipotino di due anni dell'imprenditrice. Fortunatamente il piccolo non si sarebbe accorto di quanto stava accadendo e non avrebbe riportato alcuna conseguenza. Una circostanza che, nonostante la gravità dell'episodio, rappresenta un elemento di sollievo per la famiglia.
La fuga dei banditi
Dopo aver raccolto il denaro e gli oggetti preziosi, i rapinatori si sono allontanati rapidamente dalla villa. Prima di lasciare l'abitazione, uno dei componenti della banda avrebbe liberato le persone immobilizzate, invitandole però a non uscire immediatamente dalla stanza. Solo dopo aver atteso diversi minuti e una volta certi che i malviventi si fossero allontanati, i presenti sono riusciti a lanciare l'allarme contattando il numero di emergenza 112.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti in breve tempo i carabinieri della stazione di Impruneta, insieme ai militari della compagnia di Scandicci e agli investigatori del reparto operativo. I tecnici della sezione investigazioni scientifiche hanno effettuato tutti i rilievi necessari alla ricerca di elementi utili per identificare i responsabili. Tra i reperti raccolti vi sarebbero tracce che potrebbero consentire eventuali analisi genetiche. Particolare attenzione è rivolta anche alle immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza presente nella villa. Le telecamere avrebbero infatti immortalato alcune fasi dell'azione criminale e i filmati sono ora al vaglio degli investigatori.
Al setaccio telecamere e lettori targhe
Le verifiche non si limitano alla proprietà privata. I carabinieri stanno analizzando anche le registrazioni delle telecamere presenti sul territorio comunale e i dati provenienti dai sistemi di rilevazione delle targhe installati nella zona. L'obiettivo è ricostruire il percorso seguito dalla banda prima e dopo il colpo e individuare eventuali veicoli utilizzati per la fuga.
L'ipotesi degli investigatori: una banda esperta
Secondo gli investigatori, dietro il colpo potrebbe esserci un gruppo particolarmente organizzato e con esperienza in questo tipo di reati. Gli elementi raccolti finora fanno pensare a persone che conoscevano bene sia la conformazione della villa sia le abitudini della proprietaria. Una circostanza che lascia supporre un'attenta attività preparatoria prima dell'assalto. Le indagini proseguono ora a tutto campo per cercare di identificare i quattro responsabili e recuperare parte della refurtiva sottratta durante quella che si è trasformata in una notte di paura per l'imprenditrice e per chi si trovava con lei all'interno della residenza.
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