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- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
Totti Soccer School, confermato il sequestro dei conti: per il tribunale i fondi sarebbero stati spostati per evitare il risarcimento all'ex dipendente
Totti Soccer School, confermato il sequestro dei conti: per il tribunale i fondi sarebbero stati spostati per evitare il risarcimento all'ex dipendente La battaglia legale di un'ex segretaria Dietro il nome di una delle scuole calcio più conosciute della Capitale si nasconde una vicenda giudiziaria che contrappone un'ex dipendente e la società sportiva legata alla famiglia Totti
Dietro il nome di una delle scuole calcio più conosciute della Capitale si nasconde una vicenda giudiziaria che contrappone un'ex dipendente e la società sportiva legata alla famiglia Totti. Protagonista della storia è una donna che per anni ha lavorato nella segreteria della Totti Soccer School e che, al termine di una lunga vertenza legale, ha ottenuto una sentenza favorevole che le riconosce oltre 120 mila euro tra stipendi arretrati, differenze retributive e risarcimenti. Il problema, però, è arrivato al momento di riscuotere quanto stabilito dai giudici. Quando la donna ha tentato di recuperare le somme che le spettavano, i conti della società sarebbero risultati praticamente privi delle risorse necessarie per soddisfare il credito. Da qui è partita un'indagine che oggi ha portato a una nuova e importante decisione giudiziaria.
Il Tribunale del Riesame conferma il sequestro
Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto il ricorso presentato da Riccardo Totti, fratello dell'ex capitano della Roma Francesco Totti, confermando il sequestro preventivo dei rapporti bancari già disposto nei mesi scorsi dal giudice per le indagini preliminari. Secondo la Procura, infatti, vi sarebbero elementi sufficienti per ipotizzare il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. In sostanza, l'accusa ritiene che siano state adottate iniziative finalizzate a rendere più difficile, se non impossibile, il recupero delle somme riconosciute all'ex dipendente dalla magistratura del lavoro.
I soldi delle iscrizioni avrebbero cambiato percorso
Al centro dell'inchiesta ci sono i flussi economici legati all'attività della scuola calcio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, condivisa dal Tribunale del Riesame, gli incassi derivanti dalle iscrizioni e dalle rette versate dalle famiglie dei giovani atleti avrebbero seguito un percorso diverso rispetto a quello originario. In un primo momento, parte delle somme sarebbe confluita su un conto personale riconducibile a Riccardo Totti. Successivamente i pagamenti sarebbero stati indirizzati verso un nuovo soggetto economico costituito nel frattempo.
La nuova attività con un nome quasi identico
Particolare attenzione è stata riservata alla creazione di una nuova ditta individuale denominata "SSD Totti Soccer School di Totti Riccardo". Secondo i giudici, la denominazione sarebbe talmente simile a quella della società originaria da risultare praticamente indistinguibile agli occhi delle famiglie che continuavano a iscrivere i figli ai corsi sportivi. Per chi effettuava i bonifici e i versamenti, nulla sembrava essere cambiato. La scuola calcio continuava infatti a operare con lo stesso nome, la stessa immagine e la stessa attività.ì Dietro le quinte, però, secondo la Procura, la destinazione delle somme sarebbe mutata.
Le parole dei giudici: "Svuotamento del patrimonio"
Nell'ordinanza con cui viene confermato il sequestro emergono valutazioni particolarmente severe. Il Tribunale parla esplicitamente di una presunta operazione finalizzata a sottrarre risorse ai possibili pignoramenti richiesti dall'ex dipendente. I magistrati descrivono infatti quanto accaduto come uno "svuotamento del patrimonio finalizzato a paralizzare gli effetti della sentenza". Una definizione che evidenzia come, secondo i giudici, le operazioni contestate non sarebbero state semplici scelte organizzative o imprenditoriali.
"Un disegno preordinato all'elusione"
Ancora più incisive risultano alcune delle espressioni utilizzate dal Riesame per motivare la decisione. Le spiegazioni fornite dalla difesa vengono respinte e l'intera vicenda viene inquadrata in quella che i magistrati definiscono "la logica di un callido disegno preordinato all'elusione degli ordini di pagamento". Secondo questa impostazione, il trasferimento delle disponibilità economiche avrebbe avuto come conseguenza quella di rendere inefficaci le azioni di recupero avviate dalla donna. Una ricostruzione che, se confermata nelle successive fasi processuali, attribuirebbe alle operazioni finanziarie una precisa finalità elusiva.
I presunti profili di fraudolenza
Il Tribunale sottolinea inoltre che l'intera operazione presenterebbe "indubbi profili di fraudolenza". Secondo i giudici, infatti, il trasferimento degli incassi e la contestuale riduzione delle disponibilità sui conti della società originaria avrebbero impedito all'ex dipendente di rivalersi sui beni della struttura per ottenere quanto stabilito dalla sentenza. Si tratta di valutazioni che rafforzano ulteriormente l'impianto accusatorio sostenuto dalla Procura di Roma.
Francesco Totti non è coinvolto nell'indagine
Nella vicenda compare inevitabilmente il cognome Totti, strettamente legato alla notorietà della scuola calcio. Tuttavia gli atti dell'inchiesta precisano che Francesco Totti non risulta indagato né coinvolto penalmente nei fatti contestati. L'indagine riguarda esclusivamente Riccardo Totti e le modalità con cui sarebbe stata gestita la società sportiva e i relativi flussi economici. Nessuna contestazione, quindi, viene mossa all'ex capitano della Roma.
Una causa vinta ma nessun risarcimento
Al centro dell'intera vicenda resta però la situazione dell'ex segretaria. Dopo anni di battaglie giudiziarie, la donna ha ottenuto una sentenza che le riconosce oltre 120 mila euro. Nonostante ciò, ad oggi non sarebbe ancora riuscita a recuperare concretamente quanto stabilito dai giudici. Una situazione che rappresenta il punto di partenza dell'indagine e che continua a essere al centro del procedimento.
I sigilli restano sui conti
Con il rigetto del ricorso presentato dalla difesa, il sequestro disposto dalla magistratura resta pienamente efficace. Per il Tribunale del Riesame esistono infatti elementi sufficienti per mantenere la misura cautelare patrimoniale e consentire alla Procura di proseguire gli accertamenti. La vicenda giudiziaria è ancora lontana dalla conclusione, ma la decisione dei giudici rappresenta un passaggio importante. Da una parte c'è una lavoratrice che attende di ottenere quanto le è stato riconosciuto in sede giudiziaria. Dall'altra una gestione societaria che, secondo gli inquirenti, avrebbe messo in atto un meccanismo finalizzato a sottrarre risorse alle pretese creditorie. Per ora, almeno secondo il Tribunale del Riesame, gli elementi raccolti giustificano il mantenimento dei sigilli sui rapporti bancari riconducibili all'indagine.
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