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- Reggio Emilia - Lunedì 22 Giugno 2026
Reggio Emilia: morte Stefano Daveti, vicino di casa condannato a 8 anni
Escluse le aggravanti richieste dalla pubblica accusa.
Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Reggio Emilia, Luca Ramponi, ha emesso una sentenza di condanna a otto anni e due mesi di reclusione nei confronti del quarantanovenne Cristian Chesi.
L'uomo era accusato di omicidio volontario per la morte di Stefano Daveti, ex insegnante di sessantatré anni originario di La Spezia, aggredito brutalmente con una spranga nella frazione di Morsiano di Villa Minozzo e deceduto dopo tre giorni di agonia in ospedale a causa dei traumi riportati.
L'apertura della sessione processuale, svoltasi con le modalità del rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena complessiva, è stata segnata dalle spontanee dichiarazioni dello stesso imputato.
Visibilmente scosso, Chesi ha confessato il delitto manifestando il proprio rimorso davanti alla corte e chiedendo formalmente scusa ai parenti presenti: "Sono stato io, ma non volevo". Una parziale ammissione che ha preceduto le arringhe dei difensori, incentrate sulla complessa dinamica dei rapporti di vicinato che facevano da sfondo alla tragedia.
La decisione del giudice ha ribaltato sensibilmente l'impianto sanzionatorio richiesto dalla pubblica accusa. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva infatti sollecitato una pena molto più severa, quantificabile in quindici anni e quattro mesi di reclusione, insistendo sulla validità delle aggravanti legate ai futili motivi e alla minorata difesa della vittima al momento del raid.
Il gup ha però escluso entrambe le aggravanti, accogliendo la linea dei legali difensori e ravvisando a favore del quarantanovenne sia le attenuanti generiche, sia quella specifica di aver agito in uno stato d'ira scaturito da un fatto ingiusto altrui.
Stando alle ricostruzioni dibattimentali confluite nel fascicolo, l'azione violenta sarebbe stata innescata da un forte stato di tensione emotiva e da una precedente provocazione patita dal padre dell'imputato, coinvolto in un acceso alterco con la vittima poco prima dell'aggressione. Resta da verificare se l'ufficio della Procura presenterà formale ricorso in appello per impugnare i termini della decisione.
Nel frattempo, la posizione dei parenti stretti dell'ex docente è mutata sul piano processuale: i fratelli di Daveti hanno infatti deciso di revocare la costituzione di parte civile dopo aver raggiunto e sottoscritto un accordo economico di natura risarcitoria direttamente con la difesa dell'imputato.
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