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  • Torino - Lunedì 15 Giugno 2026

Transizione energetica, Pichetto Fratin sulla strategia nazionale: "Referendum sul nucleare nel 2028-29"

Dal palco delle Ogr di Torino, il titolare dell'Ambiente interviene sul futuro dell'atomo in Italia, definendo la consultazione popolare un passaggio naturale per le scelte strategiche del Paese.

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rimangono al centro dell'agenda del governo, tra l'ipotesi di un ritorno alle tecnologie atomiche di nuova generazione e la necessaria accelerazione sui progetti da fonti rinnovabili.

Intervenendo a Torino in occasione del dibattito scientifico dedicato alle prospettive energetiche, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha delineato lo scenario politico-costituzionale che attende il Paese nei prossimi anni, ipotizzando come inevitabile il ricorso alla democrazia diretta per validare i piani governativi sull'atomo: "Io lo do' per scontato nel 2028 o nel 2029, è un diritto della nostra Costituzione poter partecipare alle decisioni".

Nelle valutazioni del rappresentante dell'esecutivo, il coinvolgimento del corpo elettorale su tematiche di tale impatto strutturale rappresenta una dinamica fisiologica dell'ordinamento italiano, che richiede tuttavia un elevato livello di responsabilità da parte delle istituzioni nella fase di informazione e divulgazione pubblica: "Io credo che sia del tutto naturale che in democrazia si possano raccogliere delle firme per fare un referendum - ha detto - la cosa fondamentale è che dobbiamo cercare, tutti noi, di dare il massimo della chiarezza, dare tutte le risposte e la massima trasparenza".

Parallelamente al dossier nucleare, il ministero è chiamato a gestire i nodi legati alla transizione ecologica immediata e al potenziamento degli impianti green. In un videomessaggio indirizzato agli Stati generali dell'Anev a Roma, organizzati in concomitanza con la Giornata Mondiale del Vento, Pichetto Fratin ha voluto rassicurare la platea degli industriali del settore in merito alle riforme attese per il comparto marino e offshore, confermando la volontà di supportare le aziende nella riscrittura dei meccanismi di sostegno economico: "Confermo l'impegno del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica per l'eolico, per le potenzialità che ha, e sono a fianco degli operatori anche nel percorso di definizione delle nuove regole del Fer2, che dobbiamo modificare".

I dati statistici sull'evoluzione delle installazioni in Italia mostrano tuttavia un andamento fortemente asimmetrico tra le diverse tecnologie pulite. Se da un lato il trend complessivo ha registrato una forte impennata nell'ultimo biennio, la ripartizione dei volumi evidenzia un netto divario a svantaggio del comparto aerogenerativo, frenato principalmente da vincoli burocratici e veti ambientali a livello locale: "L'Italia è un paese che vede nelle rinnovabili la maggiore fonte energetica per la decarbonizzazione. Abbiamo accelerato le installazioni, negli ultimi due anni hanno superato i 7 Gigawatt all'anno. Purtroppo la maggior parte è fotovoltaico, l'eolico è solo 1,2 Gigawatt. Sull'eolico esiste un problema di accettazione sociale e di resistenze degli enti locali".

Per superare queste barriere e centrare i parametri di conformità concordati in sede comunitaria, la linea del dicastero si concentrerà sullo snellimento autorizzativo e sulla ridefinizione dei sussidi. Il traguardo finale fissato dalla pianificazione strategica nazionale mira a raggiungere una quota complessiva molto ambiziosa all'inizio del prossimo decennio: "Come ministero siamo impegnati sulle semplificazioni delle procedure e sugli incentivi. Il target del Pniec al 2030 è 131 gigawatt di rinnovabili installate, di cui 80 di fotovoltaico e 28 di eolico".

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