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- Barletta-Andria-Trani - Lunedì 15 Giugno 2026
Trinitapoli (Bt): percepisce pensione da invalido ma cammina in un video sui social, denunciato 50enne
L'uomo è accusato di truffa aggravata per aver simulato un'invalidità, ottenendo indebitamente 200mila euro di sussidi pubblici in vent'anni.
Un lunghissimo raggiro ai danni della previdenza pubblica, durato quasi quattro lustri, è stato interrotto grazie all'intuito e al monitoraggio web compiuto dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza.
Un uomo di 50 anni residente a Trinitapoli, nel nord della Puglia, è finito al centro di un'indagine giudiziaria con la pesante accusa di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il soggetto avrebbe finto un'invalidità totale e la totale impossibilità di deambulare senza l'ausilio di una sedia a rotelle, ottenendo in questo modo l'assegno mensile di invalidità civile e l'indennità di accompagnamento a partire dal lontano 2007, per un danno complessivo stimato dalle fiamme gialle in circa 200mila euro.
A provocare il crollo del castello di bugie eretto dal sedicente invalido è stata la sua stessa attività sulle piattaforme di condivisione web. Gli specialisti della Guardia di Finanza della Bat (Barletta-Andria-Trani), operando sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia, hanno intercettato una serie di filmati caricati sui social network dall'indagato. All'interno dei file multimediali, l'uomo si riprendeva in piedi, muovendosi autonomamente e in piena libertà senza dover ricorrere a stampelle, supporti o alla carrozzina obbligatoria secondo i suoi faldoni clinici.
Questi elementi telematici hanno fatto scattare immediati servizi di osservazione e pedinamento sul territorio da parte dei finanzieri. Le riprese effettuate di nascosto dalle forze dell'ordine hanno confermato la piena efficienza fisica del cinquantenne, immortalato mentre svolgeva le normali commissioni quotidiane e affrontava tragitti a piedi incompatibili con il quadro di menomazione biologica assoluta che gli era stato certificato dalle commissioni mediche diciannove anni prima.
Oltre al deferimento in sede penale, i militari hanno attivato i protocolli di sicurezza amministrativa informando immediatamente l'Inps per decretare la revoca immediata e il blocco definitivo di ogni sussidio previdenziale o assistenziale ancora in essere a favore dell'indagato. Il dossier investigativo è stato contestualmente trasmesso ai magistrati della Procura regionale della Corte dei Conti, che dovranno avviare l'azione per il recupero coatto delle somme sottratte illegittimamente e quantificare le responsabilità per danno erariale.
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