
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Turismo, allarme Filcams/Cgil: più del 70% dei lavoratori vive sotto la soglia di povertà
Quasi la metà degli addetti non raggiunge i 14 mila euro annui, con picchi insostenibili nel comparto turistico, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno. Presenti anche forti divari di genere, che penalizzano la componente femminile.
di Stefano Orlandi
La ripresa dei flussi turistici e la vivacità del comparto dei servizi non si traducono in un benessere economico diffuso per chi ci lavora, portando alla luce una profonda crisi salariale.
Lo studio intitolato "Focus sul lavoro povero", curato dalla sigla sindacale Filcams Cgil, analizza l'andamento delle retribuzioni nei comparti che trainano l'occupazione nazionale, evidenziando una diffusione preoccupante del fenomeno dei lavoratori a basso reddito.
Basandosi su un monitoraggio statistico effettuato su una platea di circa 6,3 milioni di lavoratori dipendenti, la ricerca adotta come parametro di riferimento un compenso annuale uguale o inferiore al 60% della media retributiva del Paese. Questa linea di demarcazione corrisponde esattamente a 13.950 euro per chi ha registrato anche una sola settimana di impiego e sale a 14.800 euro per i soggetti rimasti in attività per un minimo di dodici settimane durante l'anno.
Il quadro d'insieme evidenzia che il 47,51% dei dipendenti del terziario si trova in questa condizione di fragilità economica, ma è il comparto del turismo a registrare i dati più allarmanti in assoluto. In questo specifico ambito, la forte presenza di contratti a termine e stagionali determina un crollo verticale delle entrate: la percentuale di chi non supera la soglia minima di sussistenza si attesta infatti al 71,22%.
La precarietà si acuisce drasticamente nelle regioni meridionali e nelle isole, territori in cui ben quattro occupati su cinque rimangono intrappolati in questa fascia di reddito insufficiente (pari all'81,14% dei casi).
Anche nel settore del commercio, pur a fronte di una maggiore stabilità complessiva, la quota di lavoratori poveri rimane rilevante, fissandosi al 31,16% a livello nazionale, con forti discrepanze geografiche che oscillano tra il 22% delle aree nord-occidentali e il 48,5% del Mezzogiorno.
L'analisi mette in risalto due enormi fattori di disparità: l'area geografica e il genere. Nel comparto dei servizi generali, l'incidenza complessiva del disagio salariale tocca il 52,60% e fa emergere un gap retributivo tra uomini e donne pari a quasi sedici punti percentuali. Questa forbice si ripropone anche nel turismo, dove le lavoratrici sotto la soglia di povertà raggiungono il 75,32% a fronte del 66,72% della componente maschile.
A pesare su questo squilibrio sono le dinamiche organizzative interne alle aziende e il massiccio ricorso a formule contrattuali ridotte non scelte dai lavoratori.
I vertici della sigla sindacale hanno commentato i dati sottolineando la necessità di interventi urgenti sulla struttura del mercato del lavoro. "Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante", ha detto il segretario Generale della Filcams Cgil, Fabrizio Russo, evidenziando come i settori legati ai servizi esternalizzati e agli appalti al ribasso finiscano per penalizzare soprattutto le donne.
Secondo la sigla di categoria, la frammentazione dei turni e la compressione delle paghe orarie non sono elementi casuali, ma il frutto di logiche aziendali consolidate. "Siamo davanti a una vera e propria emergenza, quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno", aggiunge Russo, specificando che questi numeri evidenziano modelli d'impresa basati sulla riduzione dei costi e una cronica mancanza di tutele contrattuali.
La strada indicata per invertire la rotta si concentra sul rinnovo degli accordi collettivi nazionali, fissando una precisa scadenza per la riapertura delle trattative settoriali: "Il rinnovo dei contratti nazionali resta il primo argine contro il lavoro povero: è da lì che ripartiamo nella prossima stagione contrattuale, che nel 2027 ci vedrà al tavolo per tutto il settore del terziario distributivo e dei servizi, per restituire dignità e riconoscimento alle persone che rappresentiamo", conclude Russo.
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